«La Calabria ha bisogno di risposte»

di Uil Pensionati Cosenza*

Giorni questi di riflessione, di approfondimento, di indignazione, di vergogna. I riflettori puntati sulla nostra Regione stanno tragicamente raffigurando una situazione tanto paradossale quanto inconcepibile, vissuta sulla pelle dei cittadini.
Vorremmo allora che questi riflettori accesi oggi sulla nostra Regione rappresentino un punto di svolta. Vorremmo che si inizi a pensare a nuove misure ed interventi atti a Ricostruire il sistema sanitario regionale. Lo si deve a questa terra maltrattata dalle istituzioni, lo si deve ai calabresi, stanchi, mortificati e rassegnati.
Vorremmo che si cominciasse a rispondere al bisogno di salute in Calabria, con spirito positivo e approccio competente. Non tutti devono fare necessariamente tutto. A volte basta coordinare l’insieme delle forze sane e costruttive per raggiungere degli obiettivi che consentano di offrire servizi essenziali di assistenza sanitaria adeguati al bisogno.
E in tal senso non possiamo sottacere le nostre preoccupazioni per il disagio di intere generazioni esposte al rischio epidemia a causa di un nemico violento e spietato, particolarmente accanito con anziani e pensionati. Proprio loro che con tanti sacrifici e stenti, hanno consentito a intere generazioni di costruire il proprio futuro.
È il momento di dire loro “grazie!”. È il momento giusto per dimostrare loro che nulla si è dato e daremo per scontato. Per avvalorarlo concretamente bisogna dar loro una risposta.
Reale, concreta. Basta parole! Ci vogliono i fatti! Ci indigniamo quando l’attenzione si abbassa e le Rsa diventano per la comunità l’ultimo dei problemi. Chi è ospite di una Rsa, probabilmente, non ha avuto possibilità di essere accudito nella propria casa. La Rsa è diventata intanto la sua casa; spesso anche profumatamente pagata.
Di certo gli sforzi e i sacrifici che ci vengono richiesti in questo momento non sono di portata superiore rispetto a quanto hanno fatto loro nell’opera di ricostruzione del nostro Paese nell’immediato dopoguerra. Non è facile, però è fattibile. La storia ce lo insegna.
Ci stanno a cuore i nostri figli e il loro futuro. Meritano genitori forniti di strumenti politico-finanziari volti alla risoluzione definitiva di problematiche e criticità ultradecennali, che non possono sempre essere giustificate dall’emergenza.
Occorre che il Governo Regionale predisponga tutti gli strumenti di controllo necessari per monitorare e coadiuvare la permanenza di anziani e operatori che gravitano nelle strutture residenziali, per scongiurare il ripetersi di tristi eventi già nostro malgrado vissuti nel recente passato.
Per questo chiediamo che, con prontezza, vengano effettuate le verifiche del caso, necessarie presso le strutture residenziali per anziani, sia pubbliche che private, operanti sul territorio regionale. Oggi abbiamo bisogno di programmazione, di impegno, di istituzioni responsabili e responsabilizzate nelle competenze.
Questo è un momento storico del quale è necessario cogliere l’unicità per farne spinta di innovazione e svolta, sia in termini di risorse finanziarie (già disponibili) sia in termini di obiettivi (anch’essi ben chiari a tutti). Non si può assistere inermi all’assenza della sanità territoriale, “frantumata da tagli e disordine” o ad una sanità limitata nell’erogazione dei servizi, nelle cure e nel salvare vite umane, sol perché costretta e condizionata da un semplice calcolo matematico. Povera Calabria, che accoglie da fuori regione commissari impacciati e negazionisti oramai da 12 anni, lautamente pagati e con risultati alquanto inquietanti.
In Calabria c’è tanto da ri-costruire, ma ci sono anche tante professionalità in grado di rimboccarsi le maniche e risolvere una volta per tutte questa drammatica situazione che caratterizza da sempre il mondo sanitario regionale.
L’evoluzione del virus Covid-19 ci spinge per questo a chiedere interventi immediati, soluzioni indifferibili per fermare il contagio, mettere al sicuro i nostri anziani e i cittadini in generale, anche da un isolamento mortale, e difendere il futuro oltre che la memoria delle nostre comunità.

*Giorgia Scarpelli e Francesco De Biase, segretario organizzativo e segretario generale Uil Pensionati Cosenza





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