«Caro ministro, basta con questo balletto sulla sanità»

di Pino Greco *

La Calabria, mai come in questo momento, sta vivendo una fase delicata e difficile. Le incertezze della politica aumentano un profondo senso di inquietudine misto alla rabbia, tristezza e ad un forte sentimento di solitudine. I calabresi stanno sperimentando sulla propria pelle l’inedito vuoto di quella democrazia rappresentativa che dovrebbe garantire e guidare il difficile processo che si è aperto e il superamento di una situazione per molti versi inaspettata e drammatica. La conferma di come la Calabria sia considerata la “periferia dell’impero”, viene fuori con maggiore evidenza con la vicenda della nomina del commissario alla sanità. Intendo intervenire sia come dirigente politico ma soprattutto come calabrese figlio di questa terra. Ancora una volta la Calabria diventa terreno di scontro di una battaglia che si svolge altrove e ancora una volta nei palazzi romani. Una questione così delicata, viene prima ridicolizzata e poi diventa regolamento di conti tra schieramenti e all’interno degli stessi schieramenti. Penso sia giunto il momento di dire basta a questi balletti. Non ci si rende conto che in Calabria di fatto si è azzerato il vertice istituzionale e si sta svuotando il senso stesso della democrazia creando un vuoto istituzionale e politico. La maggior parte dei partiti in Calabria a partire dal Pd, sono commissariati e di fatto si sottrae l’autonomia decisionale ai territori. Non ci si rende conto che si sta giocando con la vita di tanti cittadini, che sono privati di fatto delle cure essenziali per la propria salute e non solo per l’emergenza Covid, penso ai malati oncologici, ai dializzati e l’elenco potrebbe continuare. È mortificante il balletto di nomi a cui stiamo assistendo e ai veti incrociati di questo o quel rappresentante di Governo: questo atteggiamento mette in ginocchio un intero popolo. Se qualcuno pensa di utilizzare la Calabria come laboratorio per nuovi equilibri di maggioranza oppure a calcoli elettoralistici, è bene che sappia che il giorno dopo le elezioni non si potrà parlare di sconfitta perché avrà le sembianze di una vera e propria punizione. Ora più che mai c’è bisogno di una scatto di responsabilità. Caro ministro Speranza, a te va tutto l’apprezzamento per il prezioso lavoro e impegno con cui stai svolgendo il tuo ruolo con serietà e competenza in un momento estremamente difficile e complicato per il Paese, per questo si guarda a te con grande aspettativa. È il momento delle scelte e tu sei sempre stato dalla parte della gente e dei più deboli, lontano dalle logiche di Palazzo. Le forze sane di questa Regione ti chiedono di fare sentire la tua voce e porre fine a questo ignominioso spettacolo. I calabresi non lo meritano.
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