«Il Governo rinuncia a governare in Calabria?»

di Teresa Benincasa

Il governo della sanità in Calabria fa notizia, conquistando le cronache nazionali. Dalla ribalta del canale 3 della Rai in poi, è un susseguirsi di scene che prendono a morsi i fatti in un groviglio su cui sembra utile mettere le mani e provare a riordinare il fortino dei fatti evitando il sensazionalismo fuorviante . L’esigenza è quella di ricavare una lettura che dia ragione degli avvenimenti, nella loro oggettivazione reale, alla luce di quanto emerso dai vari frammenti di cronaca. Ciascun calabrese è testimone di un funzionamento complessivamente non efficace dei servizi sanitari, ed è consapevole, poiché lo apprende da ogni dove, che quei servizi non sono solo inadeguati ma anche inefficienti perché producono un monte non quantificabile di spesa pubblica che si riversa nei rivoli della clientela. Ogni calabrese sa, che nella sanità sono spalancate le fauci delle commistioni indecenti su cui persino le Istituzioni che avrebbero dovuto procurare vigilanza e legalità, hanno sonnecchiato fino all’inverosimile, tanto da far perdere le tracce e la memoria di eventi come l’uccisione di Francesco Fortugno, maturato proprio nelle fauci di quei maledetti interessi.
E poi certo c’è il coraggio di chi compie il proprio dovere apparendo più eroe di quanto non vorrebbe. È il caso di Nicola Gratteri. Ed è il caso di un medico di Seminara, Santo Gioffré, che nel suo ruolo di commissario dell’Asp di Reggio Calabria non ha omesso di agire con onestà per disabilitare i congegni delle truffe sanitarie scoperchiando un giro milionario di fatture pagate due volte. Come sono ripagati questi sforzi? All’inizio si offre la ribalta, poi la delegittimazione. In Calabria, le verità accertate attraverso la competenza della Guardia di Finanza, hanno impastato bocconi di informazione che rischiano di rimanere stritolati nella overdose di un crinale che si sta avvitando nel clamore in cui a fare notizia sono le “non-notizie”: chi non sarà il Commissario? Nessuna informazione si apprende sul “come” gli sarà detto di operare per svolgere il delicato incarico su cui tutti commissari hanno fallito. I calabresi, grazie anche al linguaggio chiaro di Nicola Gratteri, hanno bello e capito quanto sia profonda la gola dei poteri a cui la ‘ndrangheta fornisce mani e piedi. Ma la testa di questa piovra, che decide le sorti di chi non trova lavoro né salute in questa terra e si sostituisce ai poteri democratici spolpando le risorse assegnate alla sanità, disarticolando ogni possibilità di risanamento, da chi è manovrata?
Ai calabresi, si può rimproverare tutto, e più di tutto l’apatia morale di chi ha smesso di credere in se stesso e se ne sta sul muretto ad aspettare o ad approfittare, a seconda delle circostanze. Ma una cosa ai calabresi non si può e non si deve consegnare: l’illusione che lo Stato c’è e chiede ai calabresi l’aiuto a vigilare sulle ruberie nella sanità. Perché lo Stato, attraverso le scelte del Governo non sta offrendo oggettivamente segnali di vita intelligente quaggiù e la modalità commissariale certamente non è costellata dalla luce della rendicontazione alla collettività mentre sulla testa dei calabresi, invece, continuano a essere operate scelte opposte all’interesse di dimostrare serietà ad affrontare problemi seri. Su questo punto i sindacati in Calabria stanno agendo in modo chiaro e unitario. Cgil, Cisl e Uil stanno scrivendo una pagina nuova di lotta assai necessaria alla coesione sociale mai realizzata in questo Paese. Punto prima: azzeramento del debito. Quello della sanità in Calabria è un debito storicamente impossibile da indagare e da estinguere, andrebbe imputato a chi lo ha colpevolmente determinato. Quello che sembra evidente è che gli effetti di questo debito determinano conseguenze ben peggiori del mancato risanamento poiché fa stagnare le gestioni egli interessi che si mescolano alla ‘ndrangheta. La questione investe pienamente e direttamente il Governo perché da undici anni ha commissariato la Sanità e le nomine dei Commissari che avrebbero dovuto sciogliere i nodi è del tutto evidente che non è riuscita a mettere i conti né in ordine né in luce. Morale: c’è solo un modo per affrontare la Sanità in Calabria: capovolgere il tavolo delle decisioni fin qui assunte, a partire dai metodi e dalle procedure, responsabilizzando la società civile con procedure di controllo a cui le forze politiche hanno soprasseduto con pavida disinvoltura. Lo chiedono uniti tutti i sindacati reclamando inoltre lo sblocco del turnover affinché le assunzioni del personale sanitario siano praticabili in un orizzonte di normalità mettendo fine alla gestione commissariale su cui la farsa delle nomine segnala il capolinea.
Chiudere 18 ospedali e affrontare l’emergenza posti letti con le tende appare poco comprensibile. Si capisce che affidarne la gestione operativa al formidabile Gino Strada, ha tolto una castagna dal fuoco. Ma sul fuoco della nomina del commissario continua a bruciare la reputazione di una regione orfana di autorevolezza politica e di risposte all’altezza della situazione. Nel frattempo, nei palazzi delle carte che contano prende corpo il federalismo fiscale dei ricchi che gli alto italiani preferiscono chiamare federalismo dell’efficienza. Facendo la somma degli addendi, il risultato non cambia: disuguaglianze e povertà sortiranno effetti sempre più gravi, se è vero, come è vero, che è nelle norme del Bilancio dello Stato che prendono origine gli effetti del funzionamento della vita pubblica. E se la qualità della democrazia è dipendente dalle risorse di cui i popoli dispongono, prima di passare a qualunque forma di federalismo bisogna fare fatti e non più parole. I calabresi non vogliono essere parlati, ma ascoltati. E messi nella condizione effettiva di trovare qui le risposte ai bisogni sanitari interrompendo i sistemi extra-regionali che delle disfunzioni traggono profitto. Solo così, a condizioni eguali, ognuno potrà davvero fare la sua parte per l’affermazione dei diritti che legittimano la forza di uno stato libero e democratico, prima di diventare federale.





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