«Mazzone, un punto di riferimento per l’Avvocatura»

di Mario Mazza*

Sono profondamente addolorato e sconcertato dalla notizia della improvvisa prematura scomparsa del collega e amico avvocato professore Antonio Mazzone.
L’avvocato Mazzone, uomo dai grandi valori umani, sociali e culturali – dotato di fulgida intelligenza e grande capacità di analisi -, era esperto insegnante di diritto, sempre disponibile con i colleghi, onde approfondire temi giuridici complessi e cercare le soluzioni tecniche più appropriate al caso.
Era un uomo mite, sincero, disponibile e leale, che svolgeva la professione con serietà, competenza e professionalità difendendo le ragioni dei propri assistiti con intransigenza ed indipendenza di giudizio.
Con i colleghi aveva sempre un atteggiamento di rispetto e considerazione, stabilendo un costante confronto sulle tematiche giuridiche offrendo, con semplicità, i suoi preziosi suggerimenti.
Affrontava le questioni più complesse con garbo e voluto distacco, trattando con uguale disponibilità, cortesia, impegno e passione tutti i clienti, trattando miseria e nobiltà delle vicende con guanti bianchi ed in modo discreto, sempre fedele ai propri principi ed ai propri valori.
Per le sue alte qualità giuridiche, l’avvocato Mazzone era punto di riferimento di moltissimi colleghi, magistrati e professori di diritto, con i quali intratteneva rapporti cordiali, improntati al rispetto reciproco, senza mai limitare la propria indipendenza ed autonomia di giudizio.
L’avvocato Mazzone era una eminente figura professionale, eticamente legata ai valori di libertà e giustizia, in difesa dei diritti dei cittadini, a garanzia delle loro libertà fondamentali costituzionalmente garantite, tenendo alto il prestigio della giustizia e della legalità.
Esercitava la professione proseguendo la tradizione del padre Guido – noto penalista del Foro locrese – e, già da giovane ed affermato avvocato, è stato precursore della necessità di creare un dialogo con la magistratura, improntato sul reciproco rispetto ed indipendenza dei ruoli, sempre a difesa del diritto e della giustizia, fondando insieme a me ed altri colleghi la “Camera Penale di Locri 1989”, della quale è stato eletto Presidente.
Molti i convegni organizzati insieme ai massimi vertici della magistratura su temi innovativi e fondamentali per una giustizia giusta.
L’avvocato Mazzone è stato certamente un grande avvocato che, per tanti anni, ha onorato la toga con la virtù del coraggio e lo scrupolo dell’approfondimento e della competenza, in difesa dei diritti dei propri clienti, senza mai derogare ai principi di probità e lealtà processuale.
Insegnava a tutti, con il suo modo di essere, la deontologia professionale, il rispetto per i colleghi, la dovuta affidabilità che deve avere l’avvocato nello svolgimento della sua funzione.
Ho avuto l’onore ed il privilegio di conoscerlo e di frequentarlo per oltre 40 anni (abbiamo giurato lo stesso giorno per abilitarci all’esercizio della professione) apprezzando le sue qualità di studioso del diritto, ma soprattutto la sua lealtà, umanità e la sua signorilità nell’esercizio della feconda vita professionale.
Quando sono stato eletto, a mia volta, Presidente della “Camera Penale di Locri 1989” non nascondo la preoccupazione di non essere all’altezza di tale delicato compito; mi confortava però l’idea che tra i nostri iscritti c’era sempre l’avvocato Mazzone, che garantiva il proprio attivo contributo di idee ed iniziative atte a difendere il prestigioso ruolo dell’avvocato penalista in una realtà difficile e complessa come la locride.
Caro Antonio tutta l’avvocatura ha perso un punto di riferimento, un esempio da seguire per i molti giovani avvocati, per mantenere alta e prestigiosa la funzione della nostra professione.
Grazie per i tuoi insegnamenti e i tuoi preziosi suggerimenti, per essere stato un avvocato altruista, retto e giusto.
I colleghi e gli amici ti ricorderanno come esempio da seguire, come educatore di dignità e verità, il dolore della tua perdita per i tuoi familiari (la collega Lucia e tuo figlio Guido) e di tutti noi è mitigato dalla consapevolezza che la storia della tua vita ha rappresentato per tutta l’avvocatura un esempio di grande intransigenza e di dignità.
Ciao Antonio R.I.P.

*Presidente Camera Penale di Locri 1989 non aderente u.c.p.





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