La nuova speranza per il Sud

Eppur si muove. Abituati come lo siamo sempre stati alle promesse da marinaio, che poi, svaniscono nel nulla, stavolta – ma ci voleva l’efficientissimo Graziano Delrio, ministro dei Trasporti e…

Eppur si muove. Abituati come lo siamo sempre stati alle promesse da marinaio, che poi, svaniscono nel nulla, stavolta – ma ci voleva l’efficientissimo Graziano Delrio, ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, e l’insistenza-sacrosanta a martello pneumatico del presidente della Regione, Mario Oliverio – a farci dire che la speranza è viva. Anzi che non è morta. Affatto. Oliverio ha consegnato a Delrio un vero e proprio dossier sulle cose da fare con urgenza in Calabria, partendo dal porto di Gioia Tauro che non vive, anche in termini occupazionali un momento felice. Ne ha avuto di migliori, mentre adesso, i licenziamenti fatti o da fare hanno fatto più che capolino. Delrio ha garantito al presidente e alla delegazione della Regione il suo impegno per l’istituzione della Zona economica speciale. E questo perché ci sono altre Regioni a reclamare la Zes. Come ben si può intendere. L’intesa istituzionale quadro sarà sottoscritta in ottobre-novembre, quando Delrio potrebbe fornire ad Oliverio le risposte che dovrebbero venire da Rfi, Anas, Enac,Trenitalia per il potenziamento del sistema dei trasporti. In sostanza il problema vero è sempre quello del collegamento tra la Calabria, il resto del Paese e l’Europa. Ecco perché il presidente Oliverio è tornato a battere il chiodo sull’alta velocità ferroviaria da Battipaglia a Reggio, che sarebbe stata condivisa, così come l’urgenza dell’adeguamento della mobilità sulla ferrovia jonica attraverso investimenti strutturali e di ammodernamento del materiale rotabile come l’utilizzo del pendolino diesel per puntare al superamento dell’attuale isolamento.

Non poteva mancare la sollecitazione del completamento dell’autostrada e del rafforzamento degli investimenti sulla statale 106, sbloccando quelli che già ci sono e programmandone di nuovi, dove servono anche per intervenire sull’elevata incidentalità mortale che si registra pressocchè quotidianamente. Non è possibile che una studentessa che da Cosenza debba raggiungere Milano,per motivi di studio, non abbia trovato un treno da Paola o,men che meno un aereo, a prezzi accessibili. E siccome l’alta velocità parte, con Italo, da Salerno, ai genitori non è rimasto altro che accompagnarla in macchina fino a Salerno. Ore di viaggio,in totale, sei per Salerno, poco più di cinque in treno per Milano. Per il trasporto aereo, è stato riconosciuto l’impegno di Delrio, di far considerare Lamezia, come hub internazionale e gli aeroporti di Reggio e Crotone, come scali nazionali, anche se un loro potenziamento non guasterebbe. Ecco perché, masterplan a parte c’è l’intendimento della giunta, su proposta di Oliverio, di organizzare in Calabria,alla presenza del presidente del Consiglio Renzi, quelli che una volta si chiamavano gli Stati generali per il Sud e,in particolare per la Calabria. Insomma l’interlocuzione, o in politichese, l’asse Renzi-Oliverio sembra funzionare.
Obiettivi, questi, indispensabili per poter parlare di ripartenza della Regione. Da un lato creando nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani disperati, dall’altro cercando di bloccare la mobilità di 400 lavoratori del porto. Il segretario della Uil, Santo Biondo si è pronunciato affinchè si ri-renda competitivo il porto di Gioia Tauro, che ha bisogno di «una nuova iniezione di energia», insomma di interventi contingenti e straordinari, per «tirarlo fuori dalle secche in cui rischia di finire intrappolato». Biondo, così come anni fa, aveva fatto l’ex vice ministro ed ex segretario della Cisl, Sergio d’Antoni, è tornato a parlare di fiscalità di vantaggio, consentendo così all’aziende di investire in Calabra e nella stessa Gioia Tauro, pagando meno tasse rispetto a quelle previste. Giudizi positivi sono venuti anche dal presidente degli industriali reggini, Andrea Cuzzocrea per il quale si «apre uno squarcio nella cortina di silenzio di sostanziale disinteresse non solo per la Calabria ma per l’intero Mezzogiorno». Parole? Non sembra, a dire il vero. Altrimenti si ritorcerebbero sui protagonisti politici ed amministrativi nazionali e regionali. E questo non è davvero il momento per la Calabria e per la politica nazionale e regionale. La speranza non può sparire, non deve. Assieme alla fiducia!

*giornalista





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