L’importanza del Bilancio partecipativo

La proposta della giunta regionale di istituire lo strumento del bilancio sociale per la Regione Calabria è sicuramente un grande passo avanti.Il bilancio sociale è uno strumento con il quale…

La proposta della giunta regionale di istituire lo strumento del bilancio sociale per la Regione Calabria è sicuramente un grande passo avanti.
Il bilancio sociale è uno strumento con il quale un’organizzazione rende conto ai portatori d’interesse (stakeholder) del proprio operato, rendendo trasparenti e comprensibili all’interno e all’esterno i programmi, le attività e i risultati raggiunti secondo modalità non evidenti nei tradizionali documenti e nelle tradizionali procedure di rendicontazione. Il Bilancio sociale non si esaurisce nella pubblicazione di un documento, ma deve essere il momento culminante di un processo che coinvolge la struttura che lo realizza: il processo di rendicontazione sociale.
Tuttavia questo processo importante sarebbe monco e perderebbe gran parte della sua valenza innovativa se non fosse collegato a un altrettanto innovativo strumento che è il bilancio partecipativo.
Attraverso il bilancio partecipativo tutti gli stakeholder possono partecipare in maniera attiva al processo di definizione del bilancio formulando proposte, indicando priorità e supportando gli organi di indirizzo politico-amministrativo nelle scelte più importanti.
Lo strumento del bilancio sociale si sostanzia in un processo di comunicazione top down attraverso il quale l’organizzazione illustra agli stakeholder il valore sociale degli interventi, degli investimenti e delle risorse impegnate. Ma come tutti i processi di tipo top down non coinvolge direttamente gli stakeholder nelle scelte che rimangono sempre nell’esclusiva titolarità dell’organizzazione.
Nel bilancio partecipativo invece l’organizzazione, e in questo caso la Regione Calabria, cede una parte della sua potestà agli stakeholder che, all’interno di un processo regolamentato, possono influire e determinare sulle scelte di bilancio. Per essere efficace il processo partecipativo non deve ridursi a una mera consultazione, ma deve essere vincolante, se non fino alla quantificazione delle poste di bilancio, almeno per ciò che concerne la definizione degli obiettivi, delle priorità e della quantità di risorse da impegnare. Per assicurare un corretto processo è quindi necessario dotarsi di un regolamento sul bilancio partecipativo che ne regolamenti le modalità e ne definisca gli ambiti e i poteri.
Il bilancio partecipativo non può essere sostituito con le audizioni degli attori sociali che sono quasi sempre un’inutile passerella per una finta partecipazione che non ha mai modificato le scelte di bilancio. In particolare i soggetti deboli e chi li rappresenta non sono mai riusciti a fare passare come priorità’ il Welfare e le politiche sociali.
E’ opportuno che anche la fase di assestamento del bilancio sia sottoposta in qualche modo ad un controllo dei cittadini per evitare discrezionalità e storni di somme arbitrarie, soprattutto dei fondi in favore di coloro che hanno meno voce e meno rappresentanza (spesa sociale) troppo spesso utilizzata per altre finalità e a favore di chi ha maggiore rappresentanza, come si è verificato nell’esercizio 2014 quando i fondi per le politiche sociali sono stati utilizzati per pagare le spettanze degli LSU.
E’ inutile dire che per la Calabria questo sarebbe uno strumento innovativo e importante perché, congiuntamente al bilancio sociale, potrebbe coinvolgere i cittadini nelle scelte più spinose e difficili, riducendo la discrezionalità della politica su determinate scelte e evitando il rischio che non siano i cittadini a determinare le scelte, ma piuttosto gruppi di pressione portatori di interessi non sempre trasparenti. Qualcuno tra i consiglieri regionali si è preoccupato di presentare una proposta di legge per regolamentare l’attività delle lobby in Calabria, sarebbe stato più utile e più etico pensare a proposte di legge per dare strumenti di partecipazione ai cittadini. Il bilancio partecipativo può essere un strumento in tal senso.
Un grande vantaggio del bilancio partecipativo è quello di avere un bilancio leggibile anche per i non addetti ai lavori e in termini di trasparenza questo è sicuramente un notevole passo avanti.
Per ciò che riguarda, poi, la sanità non sarebbe utile e doveroso che determinate scelte che impattano pesantemente sul diritto alla salute vengano prese con la partecipazione dei cittadini?
Non potrebbe essere quello del coinvolgimento dei cittadini uno strumento per superare la logica dell’emergenza?
Con il bilancio partecipativo e il bilancio sociale la regione Calabria si porrà all’avanguardia in Italia in fatto di trasparenza delle scelte e da questo processo potrebbe anche derivare una maggiore efficienza delle scelte stesse.

 

 

*docente dell’Università Mediterranea

**presidente della Comunità Agape







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