Un ponte verso il nulla

L’amministrazione comunale ha deciso: a Catanzaro sarà realizzata un’opera importante che collegherà la zona alta del rione De Filippis con …. (?) non si capisce con chi, se con il…

L’amministrazione comunale ha deciso: a Catanzaro sarà realizzata un’opera importante che collegherà la zona alta del rione De Filippis con …. (?) non si capisce con chi, se con il rifornimento di benzina davanti al Motel, con lo stesso Motel, con l’edicola di giornali che si trova nei pressi o con il “Supermercato AZ”.
Sarà una struttura tensostatica sorretta da funi in acciaio che consentirà ai pedoni di bypassare i due “corridoi stradali ai lati del sottopasso che unisce Viale De Filippis con la Tangenziale. Un’opera per la cui realizzazione sono stati stanziati 868 mila euro salvo imprevisti, quasi sempre in “agguato” quando si tratta di opere pubbliche.
L’appalto è stato già aggiudicato in via provvisoria a due imprese: la Catizone di Catanzaro e la Edilcat Costruzioni con sede a Langhirano (Parma) che è stata ammessa dal tribunale fallimentare alla procedura di concordato preventivo. L’azienda, però, non chiuderà i battenti avendo presentato un piano di rientro del debito che soddisfa i creditori chirografari in una percentuale del 47% e che prevede la prosecuzione dell’attività di impresa.
A cose fatte, che è sempre meglio, è stata data comunicazione alla cittadinanza. Adesso infatti si cerca di dare una giustificazione sul perché dell’iniziativa e di come far passare l’idea che il progetto serve per riqualificare l’aria compresa fra le vie Barrio, Campanella e Gioacchino da Fiore.
Se tutto va bene si spenderà quasi un milione di euro che, forse, sarebbe stato utile destinare, almeno in questa fase, a qualcosa d’altro, ad una necessità più urgente per la città piuttosto che all’attraversamento pedonale di quell’area per la quale sarebbe stato sufficiente un meno costoso impianto semaforico a chiamata.
Si dice che “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”. E, infatti, questa volta a mettere non si sa quanto involontariamente le cose al loro posto (il coperchio appunto) ci ha pensato il consigliere comunale Antonio Corsi, dipendente della “AZ SpA” il quale in una dichiarazione alla stampa tenta di ammannire ai catanzaresi che l’opera appaltata «è un deciso passo avanti in termini di sicurezza e rivisitazione degli spazi in favore del cittadini». E inoltre cerca di evidenziare come l’iniziativa «sia un grande risultato centrato dall’amministrazione Abramo». Con tale giudizio Corsi contraddice il suo equilibrio e la sua coerenza politica considerato che, secondo quanto si è appreso dalle cronache, soltanto poche settimane fa aveva preso le distanze dal suo gruppo che appoggiava il Sindaco quando era, suo malgrado, al centro di una contestazione che mirava a togliergli la poltrona da sotto il sedere.
Corsi, comunque, raggiunge il massimo della misura quando vorrebbe dire, ma non dice; quando si sforza di lasciare intendere chi sia il personaggio munifico, ma sta bene attento dal dare una ben che minima indicazione utile alla sua identificazione. Scopriamolo insieme. Dice Corsi: «bisogna anche ringraziare il privato che ha stanziato i fondi, sulla base di un accordo di programma sottoscritto con l’amministrazione, che deriva dal pagamento degli oneri di urbanizzazione…». Quanto sia stata l’elargizione e perché il nostro l’abbia fatta non è dato sapere. Ma soprattutto non si sa nulla di questo “privato” benefattore. Eppure sarebbe il caso di sapere tutto di questo mecenate almeno per intitolargli l’opera una volta realizzata, senza voler capire a tutti costi i motivi di tanta bonomia. Ma se sono vere le tante dicerie che si ascoltano per strada questo vaso di Pandora è destinato presto a rompersi visto che sull’intera vicenda potrebbero essere già puntati i riflettori della magistratura.

*giornalista







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