Quando l’antimafia funziona

E quanti sono in Calabria gli immobili confiscati alla ‘ndrangheta, con o senza ripicche? Tanti, davvero tanti. Basta pensare a don Giacomo Panizza a Lamezia Terme, uno dei casi più…

E quanti sono in Calabria gli immobili confiscati alla ‘ndrangheta, con o senza ripicche? Tanti, davvero tanti. Basta pensare a don Giacomo Panizza a Lamezia Terme, uno dei casi più eclatanti, alle terre che vanno avanti con l’impegno che, don Pino De Masi, (ma non avrebbe dovuto diventare Vescovo?) profonde quotidianamente con quanti non si rassegnano alla perdita dei loro poderi, ai fabbricati dei clan di Limbadi, ed ancora non pochi altri. 
Un immobile confiscato – un altro – è stato restituito alla collettività per diventare una casa-vacanza per quanti – ahimè – sono affetti da autismo e, quindi, per le loro famiglie. È stato il comune di Bova Marina ad assegnare,osservando le regole di evidenza pubblica, alla fondazione “Marino onlus”, un appartamento con annesso box, ubicato nel complesso residenziale “La Rada azzurra”, sul lungomare della cittadina ionica che è stato costruito sul lungomare di una delle più belle cittadine della jonica reggina. 

È un appartamento confiscato ad un imprenditore già condannato in via definitiva a quasi cinque anni di reclusione nell’ambito di un processo nato da un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria, che ha messo in luce i malaffari messi in essere intorno ai lavori sulla statale 106 jonica e relativi appalti pubblici. L’appartamento è stato concesso per dieci anni in comodato d’uso gratuito. Non è stato semplice giungere alla confisca ed all’assegnazione, ma quando ci si mette d’impegno il risultato arriva, come in ogni cosa. È quando il menefreghismo prevale, in ogni settore della vita pubblica, che il risultato non arriva. Il sindaco di Bova Marina, Vincenzo Crupi, ha ricostruito il percorso che ha portato all’assegnazione dell’immobile – tutto sommato poco tempo – visti i tempi biblici che caratterizzano in Calabria espropri e lavori pubblici.
Nel giugno 2015 l’Agenzia dei beni confiscati ha assegnato al comune di Bova Marina tre immobili, di cui uno sul lungomare all’interno dei un complesso residenziale. È stata necessaria l’acquisizione tra i beni dell’ente comunale, il consiglio ha dovuto procedere ad approvare il regolamento che disciplina la concessione dei beni confiscati. E questo, come avviene rare volte, è passato all’unanimità. 
Poi è stato necessario indire la procedura di evidenza pubblica per l’assegnazione del bene. In genere non sono in molti a presentarsi, vista la delicatezza della questione e la volontà del cittadino-imprenditore a non immettersi in questioni che hanno a che fare con procedimenti di giustizia. Ed in questo caso, la commissione, voluta dal comune di Bova Marina, ha giudicato il progetto predisposto dalla fondazione “Marino onlus”, il più rispondente alle finalità sociali,previste dal bando di assegnazione.
È ovvio che questa assegnazione è un esempio, ha un alto valore simbolico – ne ha palato il sindaco Crupi – in quanto un bene che l’autorità giudiziaria ha ritenuto appartenente alla criminalità organizzata, viene restituito alla collettività e, soprattutto utilizzato – ciò che non è poco – per fini sociali.
È un impegno questo di Bova Marina che vuole continuare, in stretta sinergia con l’Agenzia per beni sequestrati e confiscati, perché il bene “venuto alla luce” con i fondi della criminalità, possa avere un efficace riutilizzo, non per fini privati ma per scopi sociali. E non è finita qui. Il Comune ha chiesto all’Agenzia di poter acquisire altri immobili confiscati che ricadono nel territorio di cui può disporre Bova Marina.
Naturalmente il presidente della fondazione “Marino onlus”, Giovanni Marino, ha inteso ringraziare sindaco ed amministrazione comunale anche per la sollecitudine con cui si è proceduto all’assegnazione del bene, anche perché la Fondazione si occupa di beni affetti da autismo, ma anche di volontariato. Cosa che non capita tutti i giorni.
La stessa fondazione, infatti, ha, da poco aperto,a Melito Porto Salvo una mensa sociale per assicurare un pasto caldo alla povera gente. Sulla scia dell’esempio fornito da papa Francesco che non trascura quanti vivono nell’indigenza anche a Roma. 
Quello di Bova Marina, a parere del responsabile della Fondazione, sarà adibito a casa-vacanza, cioè come luogo di accoglienza per le persone affette da autismo che hanno difficoltà insormontabili ad usufruire, ove ci fossero, altre strutture residenziali.
La responsabile del progetto Autismo, Gina Scordo, si è impegnata ad illustrare a quanti, non pochi, hanno voluto essere presenti ad ascoltare “Autismo oltre lo sguardo” una relazione su questa malattia che non perdona e che si concretizza in uno screening sul territorio. E poi si dice che in Calabria non ci sono uomini di buona volontà dediti anche a chi ha bisogno! La fondazione di Bova Marina, ed altre che sono sulla stessa lunghezza d’onda dell’impegno sociale meritano l’attenzione concreta delle Istituzioni. O no?

*giornalista







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto