Le emergenze del capoluogo e l’attivismo “elettorale” del sindaco

Mai tanto attivismo del sindaco di Catanzaro così come quello che evidenzia in questa campagna elettorale. C’è persino chi dice che ci sarebbe da augurarsi una elezione ogni sei mesi…

Mai tanto attivismo del sindaco di Catanzaro così come quello che evidenzia in questa campagna elettorale. C’è persino chi dice che ci sarebbe da augurarsi una elezione ogni sei mesi per misurare il dinamismo degli amministratori avendo la certezza che un po’ di carne al fuoco in più sarebbe messa nel tentativo di accattivarsi la considerazione dei concittadini e, in particolare, di quelli che risiedono nel quartiere Lido verso i quali Sergio Abramo (e non solo) sembra avere preferenze tanto da essere riuscito oggettivamente a trasformarlo ed a renderlo accattivante. E così non passa giorno che chi gli tiene bordone sulle pagine dei quotidiani locali non faccia rimarcare le sue iniziative compresa quella che nell’area dell’ex Gaslini sarà promosso a giorni, con oneri a carico del Comune, un programma di iniziative musicali, sportive e di intrattenimento e che è pronto, sempre per la stessa area, l’avvio delle pratiche per l’affidamento di strutture e la gestione di servizi che riguardano il verde attrezzato.
Iniziative lodevoli che rendono il senso di una città viva per la quale è sensibile l’azione del governo locale. Se non fosse che Catanzaro è anche altro; che altri quartieri e larghe aree del centro storico continuano ad annaspare; che si devono confrontare giornalmente con l’incuria e anche con la sporcizia; che hanno un serio e urgente bisogno di attenzioni. E, invece, la cittadinanza è stata informata che, su interessamento di Abramo, a giorni partiranno da Sant’Elia gli interventi di pitturazione dei pali dell’illuminazione pubblica. E giacché ci siamo, scendendo verso valle, un tocco di vernice sarà passata anche sulle palificazioni dei quartieri Piterà, Pontegrande, Pontepiccolo, Gagliano, Mater Domini e Sant’Antonio.
Infine il centro storico per il quale l’amministrazione comunale ha pensato a qualcosa di più serio, di più consistente: avvenimenti culturali nel segno della tradizione della città che si terranno presso la sala “Placanica” della Biblioteca pubblica e nell’auditorium “Casalinuovo”.
Andrebbe tutto bene se non fosse che il centro storico è anche caratterizzato da abbandono persino nella pulizia delle strade; che le erbacce che crescono a ridosso dei marciapiedi e dagli scoli dei muri di cinta di alcune costruzioni sono sempre più evidenti; che il centro storico comprende anche via Ercolino Scalfaro lungo la quale da anni è lasciata una impalcatura eretta probabilmente per il rifacimento della facciata dello stabile sotto la quale tutt’oggi sono accatastati diecine e diecine di buste di plastica colme di rifiuti di ogni genere, pezzi di mobilia, coperte e materassi.
E che il centro storico è fatto anche da via Buccarelli, depredata di una buona parte dei parcheggi per essere destinati ai dipendenti di un ufficio pubblico. L’arteria ospita raffinati negozi costretti a convivere con precarietà igienica dopo che in un appartamento di proprietà del Comune ad angolo con via Mario Greco, per il quale era stato deciso di murare la porta d’ingresso, è stato arbitrariamente lasciato un varco (un pertugio) per consentire l’ingresso ad una colonia di gatti che vi si ricovera dopo essersi rifocillata tra i rifiuti dei cassonetti per la “raccolta differenziata” che si trovano sul marciapiede.
Che Catanzaro è anche Via Maestri del Lavoro la cui scalinata, che fiancheggia il Liceo Classico e l’Auditorium “Casalinuovo”, è stata ridimensionata nella sua parte più suggestiva, l’ingresso, per consentire ad un condominio di realizzare una indecente e maleodorante discarica della quale si servono anche cittadini di passaggio.
Che il centro storico è anche Via Piave che si snoda lungo un rettilineo compreso tra un ex elegante giardino pubblico a sinistra e, a destra, con il muro di cinta che delimita la scarpata che si affaccia sulla stazione delle Ferrovie Calabro Lucane piena di sterpaglie e di animali di ogni tipo, avendo sullo sfondo l’impareggiabile Golfo di Squillace.
E, ancora, per centro storico si intende anche la zona della Grecìa, di Via Carlo V, di Via Case Arse, di Via Marincola Politi, di Via Scalfaro, della discesa Pianicello, dell’Educandato, di Via XX Settembre, della Maddalena, dei vicoli di Bellavista. E, perché no? Con tutti i distinguo anche di Corso Mazzini. Ma che fine hanno fatto i netturbini e gli operai che si occupavano del verde pubblico?

*giornalista





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