A Catanzaro domina il populismo

Secondo una vecchia regola politica, tutt’ora valida, ma che qualcuno dimentica facilmente, «l’unità di un movimento non deve essere fatto sugli uomini ma sui progetti e sui programmi». Personalmente avrei…

Secondo una vecchia regola politica, tutt’ora valida, ma che qualcuno dimentica facilmente, «l’unità di un movimento non deve essere fatto sugli uomini ma sui progetti e sui programmi». Personalmente avrei detto anche sugli uomini! Comunque a poche settimane dal voto a Catanzaro la regola sembra essere conosciuta da una sola coalizione, quella che esprime come candidato a sindaco Vincenzo Ciconte. Per il resto abbiamo avuto solo la possibilità di leggere labili riferimenti a intenti che, anche se messi insieme non danno neppure l’idea di un programma elettorale. Naturalmente ciascuno è libero di sceglie la strategia che vuole, quella che ritiene più opportuna e che non dà ad altri la possibilità di commentarla, ma prima o dopo si dovrà pure uscire allo scoperto… Tuttavia manuali di marketing politico, insistono con il consigliare di rendere nota per tempo, in modo da essere assimilata, la strategia elettorale che altro non è che “l’individuazione degli obiettivi che il partito o il movimento, la lista o il candidato si pongono di realizzare” e che a parere degli esperti possono essere essenzialmente tre: le idee da diffondere, i voti e, quindi, come pensare di vincere.
Non sappiamo se ogni cittadino di Catanzaro sia riuscito, attraverso ciò che gli è stato offerto, a determinare l’attività di ciascun partito o della lista presentata. Il riferimento non tocca il Pd perché ha fatto conoscere ampi sprazzi delle linee guida sulle quali intende sviluppare l’attività politica e amministrativa a Catanzaro sperando di coinvolgere quanti più elettori possibili. Ma la maggior parte degli altri schieramenti che, a giudicare dalle cose finora lette, hanno solo proposto frammenti di programma o, in qualche caso, si sono attribuiti elenchi di cose realizzate e le hanno riproposte a dispetto delle capacità intellettive dei lettori.
Ciò può significare che si assottiglia sempre più il numero degli schieramenti che ragionevolmente possono sperare di vincere le elezioni. Contano infatti gli obiettivi prioritari che si propongono per essere raggiunti. Circostanza questa spesso dimenticata in campagna elettorale a Catanzaro ad eccezione di Ciconte e delle liste che lo supportano, avendo scelto di far conoscere sin da subito gli obiettivi prioritari con i temi essenziali per garantire un futuro alla città.
Per quanto è dato sapere il criterio su cui si è basata la scelta assume importanza non solo strategica come è giusto che sia, ma soprattutto realizza il tentativo di coinvolgere i cittadini circa le scelte e le regole attraverso le quali dare un nuovo  assetto alla città capoluogo della Calabria. Alcuni di questi, già intuiti e condivisi dai catanzaresi, non sono stati colpevolmente raccolti da quanti avrebbero potuto realizzarli. Spesso manca la memoria storica per individuare le responsabilità, e  questo può accadere anche perché il più delle volte la tendenza è di demandare ad un laconico articolo di stampa le strategie e i risultati, magari sulla scia di una mera illusione che passata la tempesta ritorna sempre il sereno. Probabilmente è così, ma attenti che prima o dopo le promesse non mantenute possono anche essere catalogate come bugie!
Sulla pagina di cronaca di un quotidiano locale, il sindaco uscente afferma, ad esempio, di essersi stupito della collocazione che i suoi avversari politici, nella fattispecie Ciconte del Pd e Fiorita di “Cambiavento”, si pongono rispetto alla collocazione dell’ospedale Pugliese. E ricorda la delibera del 21 ottobre 2016 con la quale il Consiglio comunale ha stabilito che la collocazione del nuovo ospedale, di valenza hub, ricadrà nell’area di viale Pio X tra gli attuali presidi Ciaccio e Pugliese. Ammonisce ancora Abramo che «sussiste un preminente interesse pubblico al mantenimento della localizzazione della struttura ospedaliera nell’attuale sede del Pugliese per arginare fenomeni di svuotamento della zona centro-nord della città». Non ricorda, però, che nel programma elettorale con il quale ebbe a candidarsi a sindaco nel 2012, nel paragrafo “Buona sanità e ricerca medico-scientifica”, ebbe a indicare «come punti fermi del suo progetto, la realizzazione del nuovo ospedale a Germaneto riconvertendo il Pugliese in pronto soccorso e in residenze universitarie».
È da considerare quella una presa per i fondelli per i catanzaresi, oppure questa sua ultima trovata che vorrebbe il Pugliese ricostruito sulle ceneri del vecchio? Probabilmente al sindaco non è stato suggerito, né allora né oggi, che avrebbe assunto una decisione meritevole se si fosse interessato più dei contenuti da dare all’ ospedale a cominciare dalla qualità dei reparti e, dunque, dal potenziamento complessivo della sanità a Catanzaro restituendo competitività al Pugliese-Ciaccio in modo anche da evitare i continui “espatri” alla ricerca di assistenza qualificata.
Ma siamo in campagna elettorale e, dunque, ancora una volta il populismo può avere ragione su ogni altra cosa, anche sulla salute delle persone che è il bene principale della vita.

*giornalista





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