Una nuova speranza per il turismo calabrese

Da tempo immemorabile si sostiene a giusta ragione che la Calabria sia lontana dai grandi mercati, soprattutto del turismo. Nulla di più vero. È lontana per gli stranieri – che…

Da tempo immemorabile si sostiene a giusta ragione che la Calabria sia lontana dai grandi mercati, soprattutto del turismo. Nulla di più vero. È lontana per gli stranieri – che infatti sono sempre meno numerosi a scegliere la nostra Regione come meta di vacanze – ed è lontana per i nostri connazionali che faticano a venire in Calabria da Milano, da Torino, da Genova per scelta individuale. Dalla Germania – che costituisce da sempre il bacino principale per le località turistiche italiane – non si pongono il problema. Non vengono e basta.
In aereo costa moltissimo, se e quando ci sono gli aeroporti pronti ad accoglierli (troppo recenti i casi degli scali aerei di Crotone e Reggio, che sono divenuti aeroporti di serie C proprio per i fallimenti delle società di gestione e per l’abbandono delle compagnie aeree). In macchina, le distanze da coprire da Berlino, Francoforte o Vienna per Tropea o Isola Capo Rizzuto o per le altre località che hanno meritato la bandiera blu per la limpidezza del mare, sono impossibili da praticare. Migliaia di chilometri, costi del carburante, stanchezza fisica, la incertezza di trovare alberghi e strutture ricettive o extra ricettive accessibili per i costi ma anche per l’accoglienza.
Tutte queste difficoltà, unite ad altri gap non difficilmente intuibili ( ambiente, qualità del vitto e dell’alloggio, “fama” non di richiamo per fatti di mafia) scoraggiano tedeschi, austriaci, francesi dal mettere piede in Calabria e, in genere, al Sud. Gli stessi italiani scelgono l’Emilia Romagna, la Liguria, il Trentino perché si tratta di regioni vicine alle loro città di residenza e, quindi, non eccessivamente costose. A parte l’appeal! Certo la Calabria avrebbe il gusto della novità, della scoperta, del fascino antico della Magna Grecia.
Non sempre, però, si può conciliare tutto. Ed ecco che di ragion virtù! Ammenocché. A meno che non ci sia una soluzione diversa.  L’aereo no, per le ragioni che abbiamo detto, la macchina è proibitiva. Non resta che il pullman. Il pullman? Proprio così. Certo bisogna amarlo, o quanto meno non odiarlo. Se poi si tratta di pullman di grande lusso oltre che di confort paragonabili alle classi executive degli aerei, si potrebbe farci un pensierino! 
Ed ecco che la Calabria sarebbe più vicina ai mercati di grande livello del Nord e di Europa. È appena stata costituita, infatti, la Busitalia Simet – non è pubblicità – proprio per la conquista dei grandi mercati, e di quello europeo in particolare. È una holding che mette insieme due colossi del trasporto pubblico locale su gomma. Scartati il trasporto su rotaia, poco adatto alle vacanze, su “Fly”perché costoso, su auto privata per i costi eccessivi ma anche perché la guida non è agevole, non rimane che il classico trasporto pubblico su gomma.
La nuova società è stata costituita, dopo l’uscita di Moretti, dalle Ferrovie dello Stato che attraverso la controllata Busitalia- Sita Nord, gestisce gi spostamenti nel centro Nord e dalla Simet, la più affermata azienda di trasporto calabrese, che ha sede a Rossano. La Simet, già da tempo, collega la Calabria con  un centinaio di città italiane ed europee. Busitalia e Simet, in una regione che ha fatto e fa dell’individualismo la propria ragione di esistenza ( la migliore società è quella costituita in numero dispari e tre sono troppi)  hanno unito le loro forze ed i loro mezzi e potrebbero divenire – sicuramente lo diverranno – per diventare un colosso italiano nel settore e, così, imporsi, in tutta, o quasi, l’Europa.
Quando c’è ingegno, capacità, buona volontà ed efficienza, anche in Calabria, le cose si possono fare. Un esempio, questo, che merita di essere portato all’attenzione del resto dei calabresi, ma anche del mondo imprenditoriale affinché possa costituire da “molla” per osare, per intraprendere, per aver coraggio.
A guidare la Simet è una imprenditrice di successo, calabrese di Rossano. Si chiama Mariella De Florio. Guida oggi la società, costituita dalla famiglia da oltre 70 anni e proprio a lei, Stefano Rossi, che guida Busitalia per conto di F.S. ha consegnato, in qualità di amministratore delegato, la nuova società che intende sfidare le rotte del trasporto pubblico su gomma. Insomma due partner, uno pubblico ed un altro privato, per una società che si apre alle sfida europee.
Renato Mazzoncini, a capo del gruppo delle Ferrovie e Mariella De Florio, a capo della società calabrese, hanno siglato  non solo un gentleman agreement, ma una holding di tutto rispetto. Cosa si ripromette la nuova società? Ne ha parlato,Concetta Schiariti, sul Corriere della Sera.
Per iniziare, ha sostenuto l’imprenditrice De Florio, con le rispettive e consolidate esperienze, intendono collegare 15 regioni ed un centinaio di città in Italia ed in Germania con una flotta(anche se non sono aerei si chiama così) di ben 60 pullman ultra moderni e molto “confortable”.  Così per cominciare. L’intendimento dell’amministratore delegato di Busitalia-Simet, De Florio, è, giustamente, quello di ampliare l’offerta. La sfida al mercato non è di poco conto. Anzi. Saranno collegate città e regioni che non hanno altre possibilità, saranno studiate e realizzate altre direttrici e quel che altrettanto conta ci saranno investimenti di intuibile consistenza. Coraggio, competenza e intraprendenza, quando si può e si vuole, danno risultati di cui si avvantaggerà la società, con evidenti ricadute,anche sul territorio calabrese. Ogni tanto, non ci sono lamentele e proteste, dalla Calabria, ma iniziative degne di lode. Ad majora!

 

 

*giornalista    





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