Da Melicucco a parrucchiere delle dive

Incontro Angelo Seminara a Ioppolo, un paesino carino e aggraziato vicino Nicotera. Qui, la gente, ha colmato me di attenzioni.  Non poteva mai immaginare chi fosse il mio interlocutore, anche…

Incontro Angelo Seminara a Ioppolo, un paesino carino e aggraziato vicino Nicotera. Qui, la gente, ha colmato me di attenzioni.  Non poteva mai immaginare chi fosse il mio interlocutore, anche perché lui è sempre – come ama dire di se stesso – con i capelli “hospital look”, cioè, come se fosse uscito dall’ospedale dopo dieci giorni di degenza. La simpatia e la cordialità, però, ce le ha innate. Si chiama Angelo Seminara, è di Melicucco, nella piana di Gioia Tauro, ma da decine di anni, vive a Londra. E cosa fa? Il parrucchiere delle dive. Cosa? Avete capito bene, cura e pettina i capelli al jet set internazionale. 
Un esempio visivo? Eva Herzigova o Paul Mac Cartney. E non solo, come vedremo. Come ha fatto un ex ragazzo di Melicucco, a finire a Londra e ad avere contatti telefonici quotidiani con le attrici più note del mondo o i cantanti più affermati del pianeta? Ve lo racconto cercando di usare il suo modo semplice e spontaneo di parlare, seduto con me al tavolino dell’unico bar importante di Ioppolo, dove, pur vivendo nella city, ha scelto di costruirsi una villa, lontano dai rumori, dai fasti e dalla confusione di Londra, ma vicino ai genitori. 
Camionista il padre, casalinga la madre, che sbarcano il lunario nel piccolo, ma accogliente piccolo centro della Piana, che, ridendo e scherzando, dal 1950 ad oggi, ha eletto due senatori. Romano e Misiti e chissà se ne elegge, il 4 marzo, un altro. Angelo, previo appuntamento concordato, come si confà ad un “personaggio del mondo”, parla come un fiume in piena. O in inglese o usando il mio stesso dialetto, che preferisce, perché è la sua lingua di sempre e che non ha mai dimenticato, neanche volendo.  A 11 anni «me ne sono andato con la testa», mi dice candidamente. Significa che si era “svolato”. Non voleva più stare a Melicucco, dove frequentava comunque la scuola media. E, nel pomeriggio, si divertiva a imparare  l’arte del barbiere dai fratelli Pasquale e  Carmelo Scattarreggia. Anche per guadagnare qualche liretta. Poco più di niente. Allora, i datori di lavoro, quasi quasi si facevano pagare l’apprendistato. Oggi, non è diverso. Anche gli studi legali vorrebbero fare così coi giovani avvocati. 
A 15 anni e mezzo, mi ha sottolineato, non ce l’ha fatta più ed è andato a Roma, all’avventura. Aveva dei parenti, proprietari di un alberghetto, che lo hanno ospitato. In cambio della sua collaborazione nella gestione dell’albergo. Cosa che lui ha fatto, dividendosi tra l’albergo “Giù Giù” e la frequenza all’Accademia dei parrucchieri Tony e Guy di Via Frattina. Non proprio in periferia. Dopo qualche anno ha conosciuto una ragazza inglese che lavorava alla Fao, con la quale, gira e volta, tra lascia e prendi, è stato insieme per cinque anni. Erano riusciti insieme, con i loro risparmi, a prendere in fitto un monolocale in Via dell’Oca, sempre in centrissimo. A piazza del Popolo, in sostanza. Nello stesso palazzo viveva Monica Bellucci, nientedimeno, che lui incontrava al mattino, prima di uscire, insieme all’attore Nicola Ferraù, per andare a Cinecittà. Il nostro Angelo, man mano che passava il tempo, perfezionava l’inglese – cosa assolutamente fondamentale – ma anche l’arte del taglio dei capelli, frequentando l’hair stylist Maurizio Zangheri, detto il Selvaggio. Il parrucchiere di fiducia di Renato Zero. 
Da Roma, il grande salto a Londra, dopo qualche anno, invogliato da quella che Angelo chiama «la mia ragazza della Fao». Nella city, gli incontri di lavoro sono, comprensibilmente, aumentati. E con essi i viaggi nazionali ed internazionali per seguire le pettinature delle attrici sui set. Il primo viaggio è stato a Zagabria, per curare il look della reginetta di bellezza  dell’allora città iugoslava. Il secondo, a Buenos Aires. Questi due viaggi, con relative creazioni dei look, cominciano a far imporre il nome di Angelo a livello di stilisti ma anche delle riviste specializzate. Non aveva voluto abbandonare ancora Roma per tenere i contatti acquisiti e si divideva, tra la città eterna e la capitale del Regno Unito, dove aveva iniziato anche a frequentare, facendo corsi di perfezionamento, Vidal Sasson, che Angelo Seminara definisce “la Ferrari del capello”. 
Con immenso dispiacere dei suoi genitori, della sorella Lucia e dei fratelli Giuseppe e Francesco, arriva il giorno del trasferimento definitivo a Londra. Non senza aver preparato il suo “book fotografico” ed il suo sivvì, il c.v. , il curriculum vitae. Ormai era affermato. Aveva successo. Era un vero e proprio Figaro, tutti lo cercavano, tutti lo volevano. Una decisione,però, andava presa. Così lui sceglie, mr. Trevor Sorbie, m.b.e.( member British Empire) che, a dire del giovane emigrato, di successo, di Melicucco, aveva una «visione incredibile del mondo dell’hair styling». E mentre è proprio frequentando il membro dell’impero britannico del capello, ha conosciuto – scusate se è poco- i Beatles, Sting, Witney Paltrow. Trevor, per le capacità acquisite, lo aveva, nel frattempo, nominato direttore creativo della casa, che aveva  una clientela di celebrità e top professional clients. Trevor è stato quello che oggi considera «il mio trampolino di lancio», perché Angelo era passato esclusivamente al mondo della moda riuscendo a fare cinquanta sfilate all’anno tra Parigi, Milano, Londra, New York. 
Naturalmente, i premi, nel suo mondo, per Angelo si sprecano. Tre Oscar come parrucchiere all’avanguardia della Gran Bretagna, quattro awards, come British hairdresser of the year. Il tutto con i voti della stampa internazionale di settore. È l’esplosione della notorietà. Nicole Kidman,Naomi Campbell,Claudia Schiffer, Eva Herzigova, Barbara Beck, Giselle Bunchent, Kate Bush, le clienti più note, che non vanno da lui, ma che lui, previa telefonata, raggiunge nei loro set o nelle loro dimore di New York,Los Angeles, Sydney.semplicemente, Angelo’s. E poi? E poi si è inventato «l’imprinting, la stampa sui capelli».  Ha creato e crea capelli per esibizioni artistiche che vengono realizzate  in vari musei del mondo. Tra questi, il Freda Halo Museum, la casa Azul in Messico, il Palis du Tokio a Parigi,il Fortuny Museum di Venezia, il Victoria and Albert Museum di Londra.  Angelo avrebbe volto continuare a parlare.  Dobbiamo troncare perché la mamma lo chiama. E deve  correre.  La mamma non può e non deve attendere. Ci rivedremo a Ioppolo, dove lui viene tre quattro volte l’anno. Per stare solo, con moglie e figli, col «nostro mare» e con l’inseparabile I-phone. La prossima volta che vieni, mi ha detto, portami i cornetti più buoni del mondo. Cosa?  Non lo sai dove si trovano? No. Ma come? Li fa Sara, al tuo paese, a San Ferdinando. Portamene una ventina. Non ce ne sono di migliori. Credimi.  A presto, Angelo!

 

*giornalista    





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