«Renzi è peggio di Salvini e Di Maio?»

Ma veramente Renzi è il male assoluto per l’Italia? L’odio che si sta rovesciando su Matteo Renzi ormai da molti mesi, la macchina del fango sempre in funzione, il tentativo,…

Ma veramente Renzi è il male assoluto per l’Italia? L’odio che si sta rovesciando su Matteo Renzi ormai da molti mesi, la macchina del fango sempre in funzione, il tentativo, a volte volgare, di trascinarlo in vicende giudiziarie chiaramente montate ad arte, (fino a mettere in atto un vero e proprio piano sovversivo da parte di un pm, con la complicità di ufficiali dei carabinieri e il sostegno di organi di stampa), ha fortemente avvelenato la campagna elettorale, fino a falsarne i risultati. Nel frattempo il Paese è scivolato in un’ondata di violenza, ad opera di gruppi estremisti contrapposti, che non ha precedenti e che potrebbe riportare il paese alle fortissime tensioni degli anni ’70. Con tutto quello che poi è accaduto.
Ma l’odio, tutto questo odio, verso Matteo Renzi, non ha alcuna giustificazione. Come non è assolutamente accettabile che Renzi sia stato trasformato da avversario da sconfiggere a nemico da abbattere con qualsiasi arma.
Sì, d’accordo, ci troviamo davanti ad un giovane con ambizioni altissime, ma a volte eccessivo ed arrogante, sempre di corsa e per questo a tratti superficiale.
Ma bisogna riconoscere che il suo governo, durato tre anni, per molti aspetti ha cambiato il paese, lo ha reso più sicuro, e più forte, soprattutto più credibile a livello internazionale.
Non dimentichiamo che aveva ereditato un Paese praticamente in profondo declino economico e sociale, con un piede nel baratro. Così come non dobbiamo dimenticare che nei lunghi anni del regno del centrodestra, Berlusconi presidente del consiglio appariva all’estero una vera e propria macchietta di cui tutti diffidavano.
Quello che ha fatto il governo Renzi, e che sta facendo il governo Gentiloni, è veramente di straordinaria importanza per il futuro del Paese.
Dopo anni di immobilismo, e dopo il fallimento del ventennio berlusconiano, l’Italia adesso può ripartire, tornando ad essere credibile e affidabile all’interno della comunità internazionale.
Gli errori fatti da Renzi sono tanti, alcuni veramente incomprensibili e imperdonabili. Vedi il referendum sulla riforma costituzionale. Vedi anche la pessima gestione del Pd sin dalla sua prima elezione alla segreteria nazionale (a dire il vero, di gestione non si può parlare visto che il partito non è mai stato gestito, per cui oggi nei territori è di fatto allo sbando).
Ma tutto ciò non giustifica in alcun modo la violenta aggressione, fino agli insulti, di Matteo Renzi, fatto oggetto di una pesante macchina di veleni e diffamazione senza precedenti. A memoria ci viene da ricordare un solo precedente, quello di Bettino Craxi, destinatario di un simile trattamento.
Detto questo, le domande che ci dobbiamo fare sono chiare e nette. E a queste domande gli italiani dovranno rispondere il 4 marzo.
Veramente Renzi e il Pd di Renzi sono peggio del centro destra di Berlusconi, Brunetta, Salvini, Meloni e tutta quella banda che dopo vent’anni ha lasciato il paese nel degrado e in una situazione economica tragica? Non dimentichiamo la ricetta economica di Silvio Berlusconi: «La crisi è solo psicologica, è una invenzione della sinistra e dei giornali di sinistra, gli italiani vivono in un Paese benestante. I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, si fatica a prenotare un posto sugli aerei». Dopo di che il Paese sprofondò in una crisi economica fino ad una recessione lunga e profonda!
Veramente i vari Di Maio e Salvini al governo posso rappresentare una credibile e sostenibile alternativa all’interno di una prospettiva europea ed internazionale?
Veramente vogliamo Salvini al posto di Minniti al ministero degli Interni? E al posto di Padovan e Calenda vogliamo veramente Brunetta? Al posto di Franceschini alla Cultura possiamo sopportare un nuovo Bondi?
Non deve meravigliare la grave preoccupazione dell’Europa e della comunità internazionale rispetto al rischio che i gruppi populisti e di destra antieuropea possano avere la maggioranza in Italia
E poi, noi calabresi, noi meridionali, abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle il ventennio di governi a trazione leghista, con Tremonti al ministero dell’Economia che ha letteralmente cancellato dall’agenda di governo il Sud. Siamo un popolo di smemorati, e noi meridionali, noi calabresi, siamo veramente imperdonabili se non ricordiamo più quello che disse durante quel periodo Brunetta, che nel centrodestra ha sempre avuto un notevole peso. Lo vogliamo ricordare per rinfrescarci la memoria: «Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, l’ Italia sarebbe il primo Paese in Europa». Se non avessimo… Ma poi lui, Tremonti e i governi e di centrodestra non hanno mai fatto nulla per togliere il Sud, la Calabria, Napoli da quella condizione economica molto grave e di marginalità a cui l’avevano ridotta.

 

 

*Già parlamentare del Pd





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