Pisanu: «Al Nord la `ndrangheta preferisce le mazzette al mitra»

A differenza di ciò che accade in Calabria «qui la `ndrangheta preferisce le mazzette al kalashnikov». Lo ha detto il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu riferendosi alle infiltrazioni dell`associazione…

A differenza di ciò che accade in Calabria «qui la `ndrangheta preferisce le mazzette al kalashnikov». Lo ha detto il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu riferendosi alle infiltrazioni dell`associazione malavitosa al centro-nord, a margine della seconda giornata di audizioni della Commissione in corso a Genova. «Sul continente – ha detto Pisanu – la `ndrangheta ha ridotto al minimo l`intervento militare e preferisce l`uso di forme più sofisticate come il guadagno facile e la partecipazione in società per future scalate». Anche secondo Pisanu la `ndrangheta è «la più forte delle organizzazioni criminali», quella che ha «maggiore capacità di espansione. In Liguria – ha spiegato – si è organizzata in “locali” guidati da una camera di compensazione e controllo che coordina il sud del Piemonte e la Francia» raggiungendo «posizioni importanti soprattutto nella gestione delle cave, nel movimento terra, nel ciclo dei rifiuti». L`ex ministro dell`Interno ha affermato che «in Italia è alto il suo interesse nel settore delle nanotecnologie e della energia alternativa».
Anche la Lega lancia l`allarme sulle infiltrazioni mafiose in Liguria. I senatori della Lega Nord in commissione Antimafia, Gianpaolo Vallardi, Armando Valli e Angela Maraventano, in una nota congiunta hanno rilevato che «l`infiltrazione mafiosa al nord, e in Liguria in particolare, si interessa di economia, di riciclaggio e di rifiuti». Secondo gli esponenti leghisti, soprattutto il riciclaggio dei rifiuti «interessa molto la mafia». «La difficile situazione impiantistica ligure e l`esaurimento delle discariche, aggravato dall`aver accolto parte dei rifiuti napoletani, 3500 tonnellate, ha attirato l`interessamento mafioso» hanno affermato. Nel ringraziare le forze dell`ordine per il lavoro svolto, i senatori leghisti hanno sottolineato l`esigenza «di una nuova e più rigida normativa nel codice degli appalti, che blocchi, che impedisca fin dall`inizio l`assegnazione dei lavori a ditte che siano anche solo “lontanamente” in odore di mafia». Secondo i senatori della Lega, «oggi, purtroppo, la `certificazione` antimafia viene rilasciata a tutti con troppa troppa facilità. Dobbiamo serrare le maglie, al contrario di quello che dice Brunetta».
A riprova dell`invasività capillare della mafia calabrese nel Settentrione è la notizia del summit nell`Imperiese di qualche mese fa: una riunione segreta tra boss della `ndrangheta calabrese e membri delle bande marsigliesi, probabilmente per il controllo del traffico d`armi e di cocaina. La notizia della riunione sarebbe presente, secondo quanto appreso, nel rapporto dei carabinieri che ha dato origine alla commissione d`accesso al Comune di Bordighera (Ventimiglia). A quel summit avrebbero preso parte, secondo indiscrezioni, i capi dei “locali” calabresi della Liguria (Sarzana, Bordighera e Ventimiglia) ma soprattutto uno dei più importanti capifamiglia della Tirrenica che ha creato la camera di compensazione e di comando, una sorta di `stanza dei bottoni`, a Ventimiglia. L`accordo avrebbe così “rinfrescato” la collaborazione tra la `ndrangheta presente nel Ponente ligure e la malavita della costa sud della Francia.







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