Il viadotto Favazzina è il fiore all`occhiello della Sa-Rc

SCILLA L’opera è imponente, tecnologicamente avanzatissima. Un prodigio della tecnica: il viadotto Favazzina è di certo il fiore all’occhiello del V macrolotto della Salerno-Reggio Calabria e probabilmente dell’intera autostrada del…

SCILLA L’opera è imponente, tecnologicamente avanzatissima. Un prodigio della tecnica: il viadotto Favazzina è di certo il fiore all’occhiello del V macrolotto della Salerno-Reggio Calabria e probabilmente dell’intera autostrada del Sud. Oggi l’Anas ha aperto al traffico (alle 14) l’ultima parte, di circa 9 chilometri, della carreggiata nord. Un appuntamento significativo al quale hanno partecipato anche il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Corrado Passera, l’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci, e il governatore della Calabria, Peppe Scopelliti. La tratta inaugurata completa quella aperta lo scorso mese di luglio (circa 6 chilometri) e rappresenta la sfida ingegneristica più complessa dell’intera Sa-Rc, per via della successione continua di cinque gallerie (per una lunghezza complessiva di circa 5,6 km) e sette viadotti (2,1 km).
Nel V macrolotto, al momento, sono in esercizio circa cinque chilometri su doppia carreggiata, a partire dallo svincolo di Gioia Tauro. Sono in corso di realizzazione il viadotto Sfalassà (375 metri di lunghezza), il cosiddetto “ponte dei record” ad arco portale («il più alto del mondo», sottolineano gli ingegneri Anas) e, appunto, il viadotto Favazzina (440 metri). Una struttura, quest’ultima, che presenta una campata centrale di 220 metri e due laterali di 110, con due antenne che sfiorano l’altezza massima di 100 metri. «L’appuntamento di oggi – ha spiegato Passera – è un altro importante passo in avanti verso il completamento di una delle più importanti infrastrutture del Paese, oltre che parte integrante del corridoio europeo Helsinki-La Valletta». Il ministro uscente – secondo gli ultimi rumors tra i papabili per Palazzo Chigi – ha anche assicurato la chiusura di tutti i cantieri entro il 2013. «I tempi verranno rispettati – ha detto Passera -. Abbiamo voluto accelerare ed entro il prossimo esodo contiamo di ridurre la doppia percorrenza, mentre entro la fine dell’anno tutti i cantieri oggi aperti dovranno essere completati».
La Sa-Rc, a giudizio di Passera, è «un’opera simbolica troppo spesso usata per dimostrare come nel Paese non si riescano a portare a termine i grandi progetti». In vena di promesse anche l’amministratore delegato dell’Anas Ciucci, che conferma l’apertura del tratto Gioia-Scilla entro «il prossimo esodo», verosimilmente prima del mese di agosto. «L’Anas – ha aggiunto – non ammoderna o modifica il percorso originale dell’A3, ma costruisce una nuova autostrada su un tracciato sostanzialmente diverso e collegato al territorio con numerosi svincoli, alcuni dei quali completamente nuovi. Stiamo realizzando un’autostrada completamente nuova e molto più sicura. Si tratta del più grande intervento infrastrutturale mai realizzato nel Sud Italia».
Durante l’inaugurazione del nuovo tratto, non potevano comunque mancare accenni all’ormai archiviato Ponte sullo Stretto. Passera rifiuta l’assunto secondo cui la cancellazione del progetto sia un “regalo” del governo Monti: «Quattro mesi fa abbiamo preso l’impegno di trovare nuove soluzioni tecniche e finanziarie per dare una speranza a quest’opera. Ma il contraente generale (Eurolink, ndr) non ha accettato le integrazioni di una legge dello Stato. È stato un errore. Il governo ha dato una chance che non è stata colta». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ciucci, che però non risparmia qualche spunto polemico, anche se velato, all’esecutivo Monti: «È un peccato non realizzare il Ponte. Ho lavorato a lungo in questi anni, ma siamo incappati nella più grande crisi finanziaria dopo il ’29 e il governo è stato costretto a rivedere le priorità. L’Anas è uno strumento del governo e non ha potuto far altro che prenderne atto».
Sulla situazione della Sa-Rc è intervenuto anche il governatore Scopelliti, che ha etichettato le lungaggini relative all’opera come un «calvario»: «Adesso speriamo di vederne la fine. C’è l’impegno a sostenere questa battaglia. La riapertura dell’autostrada entro la fine dell’anno libererà questa terra dalla sua emarginazione storica e le darà un’occasione per integrarsi con il resto del Paese».
Poco prima di ripartire alla volta di Roma, Passera ha glissato su un suo possibile incarico come premier di un governo tecnico: «Su questo non ho intenzione di dire una parola». Ma ci sarà comunque un futuro politico per l’ex ad di Banca intesa? «Chi può dirlo?», ha risposto con malizia il ministro.





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto