Il “regolamento del terrore” nella scuola di Tortora – VIDEO

Conferenza stampa nella Questura di Cosenza. Sospesa la docente accusata di maltrattamenti. Lanzaro: «Denunce partire dai genitori». Conticchio: «Operazione delicata»

COSENZA Entrava urlando in classe e disponeva per i suoi alunni una regolamento di comportamento ben lontano da quello previsto nei manuali scolastici. Chi non lo rispettava veniva punito, minacciato e questo contribuiva a creare un clima di paura e di terrore. Tutto questo avveniva in un istituto di scuola elementare a Tortora, località marina della provincia di Cosenza. Gli agenti della polizia di stato hanno notificato alla maestra sessantenne di storia e geografia, accusata di maltrattamenti a danno di minori, una misura di sospensione dall’attività di insegnamento per un periodo di dei mesi. Le indagini coordinate dalla Procura di Paola non sono ancora terminate, gli agenti stanno acquisendo nuovi elementi oltre a quelli necessari per aver disposto la misura cautelare della sospensione. «Diversi genitori hanno denunciato quello che stava succedendo si loro figli – spiega il commissario Domenico Lanzaro -. Abbiamo constatato la veridicità delle denunce attraverso un’attività investigativa e delle intercettazioni». L’insegnante sessantenne aveva creato un clima di terrore che minava la tranquillità dei bambini e proprio l’angoscia della quotidianità vissuta nelle cinque ore a scuola ha spinto molti di loro a raccontare tutto ai genitori. «L’operazione – dice il questore Conticchio – è particolarmente delicata e riguarda una fascia di cittadini che hanno bisogno di protezione oltre che tutela. Quello che succedeva nella scuola turberebbe ulteriormente l’intero ambiente ed è per questo che ho deciso di non fornire immagini di quello che succedeva in aula».

LE TRUFFE Nel corso della conferenza stampa però, non si è parlato solo dell’episodio di maltrattamento. Gli agenti della polizia hanno arrestato nel nuovo comune di Corigliano – Rossano due persone, note alle forze dell’ordine, che vendevano degli spazi pubblicitari su di una rivista totalmente inesistente. «Tutto era falso – spiega il commissario Giuseppe Massaro – dalla partita Iva alla mail. Ci hanno segnalato la truffa alcuni commercianti che avevano già pagato per avere lo spazio e adesso vittime dei due truffatori stavano per diventare anche comuni cittadini». Anche a Cosenza sono state fermate delle persone che mettevano a segno la “truffa dello specchietto”. Alcuni automobilisti vittime del raggiro hanno denunciato l’episodio in questura e permesso l’arresto dei malviventi.

PREVENZIONE Lo ripete come un mantra da quando si è insediato. Il questore Giancarlo Conticchio ha colto l’occasione per ribadire come i suoi uomini siano a servizio di tutti i cittadini, non solo per i grandi reati ma anche per piccoli episodi. «Se non si denuncia per noi é una sconfitta – ha spiegato -, abbiamo a disposizione strumenti e capacità per sconfiggere qualsiasi tipo di reato dalle segnalazioni fotografiche a cose ben più complesse. Non ci stancherò mai di incontrare cittadini e associazioni che ci chiederanno riunioni durante le quali spiegare come non essere vittime di truffe e raggiri».

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it





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