Crotone, chiuso al pubblico il castello Carlo V – VIDEO

La decisione del sindaco Pugliese dopo la certificazione dell’Arpacal sulla presenza di “radiottività ambientale”. A segnalare la «presunta presenza» di fosforite la senatrice M5S, Margherita Corrado. Dallo scorso 24 agosto nella struttura è ospitata la sezione staccata della Soprintendenza per i beni archeologici e paesaggistici

CROTONE Interdetto al pubblico lo storico castello Carlo V di Crotone. La decisione è stata presa dal sindaco della città pitagorica, Ugo Pugliese, in seguito alla certificazione dell’Arpacal sulla presenza all’interno della struttura di “radiottività ambientale”. Tutto è partito da una iniziativa della senatrice pentastellata Margherita Corrado, che lo scorso 3 aprile ha inviato al sindaco «una segnalazione denuncia» con la quale ipotizzava la «presenza presunta», all’interno del castello, di fosforite, materiale derivante dalla produzione industriale. Si tratta, come ha evidenziato la senatrice pentastellata nella sua missiva, di «minerale altamente nocivo poiché contiene uranio 238». In seguito alla segnalazione della parlamentare il sindaco Pugliese ha avanzato «immediata richiesta all’Arpacal-dipartimento provinciale di Crotone per l’effettuazione di indagini radiometriche volte alla verifica di livelli di radiottività». Il sopralluogo dei tecnici dell’Arpacal è stato disposto immediatamente. Il 4 aprile scorso i tecnici Arpacal, accompagnati da personale tecnico del Comune, hanno effettuato l’indagine. L’area su cui sono stati realizzati i rilievi radiometrici di tipo campale è quella compresa tra l’ex Caserma Campana e l’ex Caserma sotto Campana. I risultati dicono che sono presenti «valori anomali di radioattività ambientale derivanti dalla presenza di meta silicati contenente Tenorm». Sulla base di questi risultati, Pugliese ha deciso di interdire l’accesso ai visitatori, emanando l’ordinanza sindacale n. 32, «in via cautelare, ma per scongiurare qualsiasi rischio per la salute e l’incolumità pubblica».

L’interdizione comprende anche la biblioteca comunale e il museo civico. L’ordinanza è stata inviata ovviamente al Mibact, essendo il castello proprietà del demanio dello Stato ramo storico-artistico in consegna alla Soprintendenza dei beni culturali della Calabria. All’interno del castello, dal 24 agosto scorso, è ospitata la sezione staccata della Soprintendenza per i beni archeologici e paesaggistici delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Questa sezione steccata ha alle proprie dipendenze cinque assistenti. La chiusura, un atto dovuto dopo i risultati radiometrici, rappresenta un duro colpo alle attività del castello, che nel 2017 aveva raddoppiato il numero dei visitatori passando da 4.896 presenze del 2016 a 8.429. Il numero dei visitatori, sempre nel 2017, aveva premiato anche la biblioteca comunale con quasi 11.000 presenze, l’archivio storico con 1097 presenze, il prestito bibliotecario con 1749 presenze. In totale, nel 2017, hanno varcato il portone di ingresso del castello di Crotone 26.561 persone.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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