Reintegrato il primario sospeso a Crotone

È arrivata lunedì la sentenza del giudice del lavoro che consente a Giuseppe Brisinda di tornare a operare. Gli avvocati annunciano una denuncia penale. L’appello del deputato Sapia (M5S): «Oliverio rimuova il dg Arena»

CROTONE Torna a lavorare il primario dell’unità operativa di Chirurgia dell’ospedale di Crotone. Il giudice del lavoro Antonio Barbetta questa mattina ha emanato la sentenza che consente a Giuseppe Brisinda di tornare immediatamente ad operare. La sentenza è stata determinata da un vizio di forma procedurale. Non vengono accolte le ragioni del ricorso del professionista. La vicenda è scoppiata lo scorso 27 dicembre, quando La direzione strategica dell’Azienda sanitaria di Crotone ha deciso la prima sospensione, per un mese, dall’incarico di Brisinda. Le motivazioni sono state coperte sempre dal riserbo. L’unica questione trapelata è quella che il provvedimento disciplinare era legato alla gestione del reparto e ad altre questioni interne. All’epoca della sospensione si è detto che nei confronti del chirurgo, arrivato a Crotone nel gennaio del 2015, c’erano state diverse lamentele da parte di alcuni colleghi, che avrebbero scritto lettere contro il primario. Dopo la prima sospensione c’è stata la seconda, sempre per un mese. Alla scadenza dei 60 giorni dalla sospensione si era passati al provvedimento disciplinare vero e proprio. Contro questo provvedimento Brisinda ha presentato ricorso ottenendo, così, il reintegro di oggi.

DENUNCIA PENALE Il giudice del lavoro di Crotone con Ordinanza del 9 aprile 2018 ha dunque accolto totalmente il ricorso d’urgenza proposto dagli avvocati Carlo Guarnieri e Gaetano Scalise. Il Tribunale di Crotone nell’accertare e dichiarare l’illegittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione pari a sei mesi, irrogata dall’Azienda provinciale di Crotone, ha annullato il detto provvedimento, ha ordinato l’immediata reintegra del dott. Brisinda nelle funzioni ricoperte prima del provvedimento sanzionatorio, ha ordinato all’Asp di Crotone la corresponsione della retribuzione maturata dal 28.12.2017 fino all’effettiva reintegra, ha ordinato la cancellazione della sanzione dallo stato di servizio ed ha condannato l’Asp alla rifusione delle spese di lite.
Grande soddisfazione esprimono gli avvocati Carlo Guarnieri, Gaetano Scalise e Francesco Santelli (difensori del dott. prof. Giuseppe Brisinda nelle indagini penali in corso) per il risultato raggiunto nell’interesse del loro assistito in sede civile, che non potrà che riverberare i suoi effetti positivi anche in sede penale. Il dottor Brisinda depositerà, infatti, a breve una dettagliata denuncia penale sui fatti, sulle circostanze e sulle persone che a vario titolo hanno determinato la sospensione dal servizio oggetto di annullamento da parte del giudice del Lavoro.
Quest’ultimo, chiamato a pronunciarsi su questa delicata questione, ha evidenziato l’arbitrarietà e la genericità delle contestazioni sollevate dal dott. Brisinda. Come opportunamente messo in rilievo dai suoi difensori, l’allontanamento del dott. Brisinda dalle sue funzioni, rappresenta un danno grave ed irreparabile in quanto capace di compromettere le sue capacità professionali nonché di arrecare pregiudizio alla necessità di tenere aggiornata le modalità di intervento tecnico-pratico mediante il continuo esercizio della professione medica in soggetto altamente specializzato.
C’è da auspicare che l’Asp di Crotone prenda atto della professionalità che il prof. Brisinda rappresenta per la comunità perseguendo il bene primario della tutela della salute dei cittadini crotonesi.

M5S: «OLIVERIO RIMUOVA IL DG ARENA» «Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, deve rimuovere immediatamente Sergio Arena dalla direzione generale dell’Asp di Crotone, in seguito alla reintegrazione, da parte del giudice del lavoro, del dottor Giuseppe Brisinda nel suo ruolo di primario della Chirurgia dell’ospedale crotonese». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia. «L’epilogo della vicenda – spiega il parlamentare – è chiaro. Non ci sono scuse per i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, che con motivazioni generiche avevano sospeso il professionista, con tutte le conseguenze per la gestione del citato reparto e per l’assistenza dei pazienti». «Il governatore della Calabria – incalza il deputato 5stelle – deve intervenire nel merito, non può restare ancora zitto. La Regione Calabria deve accertare le ragioni effettive per cui l’Asp di Crotone aveva adottato un provvedimento disciplinare così pesante per Brisinda, quale la sospensione dall’incarico per sei mesi. Il caso, da ribalta nazionale, getta un’ombra sulla gestione dell’Asp di Crotone, già gravata da questioni che il Movimento 5stelle aveva segnalato alla magistratura penale e contabile attraverso la deputata Dalila Nesci. Mi riferisco alla nomina dello stesso Arena quale direttore generale, alla sua proroga quale commissario aziendale e alla mancata rimozione del manager che, avendo prodotto disavanzo di bilancio, doveva essere rimosso per legge». «Andremo – conclude Sapia – fino in fondo, sul presupposto che in Calabria non può esserci buona sanità, se non si rispettano le leggi e se non è chiara la verità dei fatti».

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it








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