Crotone, la Gdf scopre un sito archeologico dell’età del bronzo

L’importante ritrovamento delle Fiamme gialle è avvenuto nell’area del letto del fiume Neto. Già avviati rilievi della Soprintendenza per i beni culturali. Si tratta di una sepoltura a tomba a cista con urna cineraria risalente al periodo tra il 1600 e il 1325 a.C.

CROTONE Nel corso della quotidiana attività di controllo economico del territorio, gli uomini della Guardia di finanza di Crotone negli ultimi giorni avevano notato come delle persone saltuariamente si aggirassero sul letto in secca del fiume Neto. Insospettiti dalla circostanza, nel pomeriggio di martedì i finanzieri hanno deciso di effettuare un’accurata esplorazione dell’area. Una pattuglia ha quindi risalito a piedi il letto del fiume, dalla foce a mare fino ad una zona, nell’entroterra, dove i militari delle Fiamme gialle hanno fatto una scoperta di enorme valore storico e culturale: si sono imbattuti in quelli che sembrano essere i resti di una tomba antichissima. Immediatamente è stato contattato il dott. Paolo Nereo Morelli, Ispettore onorario del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per la tutela archeologica del territorio di Crotone e provincia che, giunto sul posto dopo pochi minuti, ha confermato ai finanzieri il grandissimo valore della loro scoperta. Si tratta infatti di una rarissima testimonianza di insediamento dell’età del bronzo medio (dal 1600-1550 al 1325 a.C.) quindi risalente a molto tempo prima dell’arrivo degli Achei dalla Grecia. Nella fattispecie si tratta di una sepoltura a tomba a cista con urna cineraria.
La scoperta dei finanzieri, oltre ad aprire nuovi e affascinanti scenari storici della Penisola, va ad arricchire il già incredibile patrimonio culturale della Calabria e della costa jonica crotonese in particolare. L’intervento della Guardia di finanza ha peraltro scongiurato il pericolo che i trafficanti di reperti archeologici potessero farne razzia. La Soprintendenza per i beni culturali della Calabria, che come detto è intervenuta immediatamente, ha già iniziato i rilievi documentali del contesto e le attività idonee a mettere in sicurezza il sito con l’ausilio di una restauratrice di beni culturali.







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