Buoni fruttiferi, Federconsumatori vince contro Poste italiane

I risparmiatori, che avevano depositato somme di denaro negli anni 80 si erano visti restituire cifre inferiori rispetto ai contratti stipulati in precedenza. L’azienda dovrà ora risarcire i propri clienti

COSENZA Un traguardo da incorniciare quello raggiunto dalla struttura provinciale di Federconsumatori Cosenza. I legali dello sportello cosentino, infatti, hanno ottenuto un significativo risultato riguardo i buoni postali fruttiferi emessi tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90. L’Arbitro bancario finanziario ha infatti condannato Poste Italiane a corrispondere per intero il rendimento del titolo in favore degli associati di Federconsumatori che hanno presentato ricorso. I buoni fruttiferi postali emessi nel decennio degli anni ottanta spesso vengono pagati da Poste Italiane con un rendimento inferiore rispetto ai tassi di interesse con i quali i risparmiatori hanno stipulato il contratto. Piccoli e grandi risparmiatori che negli anni d’oro dei buoni avevano accantonato delle somme, allo scadere dei trent’anni, incassavano somme di denaro che non erano corrispondenti all’effettivo valore da riscuotere indicato sul buono. «Auspichiamo che questa decisione induca Poste Italiane ad adottare condotte e comportamenti volti a rispettare i diritti di tutti consumatori che con fiducia affidano i loro risparmi all’azienda», commentano gli avvocati cosentini che operano a tutela dei consumatori. «Invitiamo chiunque si ritrovi buoni postali a raggiungerci nella nostra sede di Piazza Vittoria 7 – continuano i legali – in modo tale da poter esaminare se ricorrono gli estremi del ricorso e riuscire in questo modo ad ottenere l’esatto importo».







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