Dopo l’interdittiva antimafia Caruso si dimette da presidente Ance

L’imprenditore era alla guida dell’Associazione che riunisce i costruttori edili catanzaresi. «Ho sempre contrastato la criminalità denunciando decine di furti e intimidazioni»

CATANZARO «A seguito della notifica di un’informazione di carattere interdittivo da parte della prefettura di Catanzaro nei confronti della Caruso Costruzioni S.p.A. di cui sono legale rappresentante, ho ritenuto opportuno rassegnare al Consiglio direttivo le mie immediate e irrevocabili dimissioni da presidente di Ance Catanzaro e dalle cariche associative, che formalizzerò nella riunione già convocata di venerdì 11 maggio». Così, in una nota, l’imprenditore Alessandro Caruso (foto) annuncia il passo indietro dalla guida dell’Associazione che riunisce i costruttori edili catanzaresi dopo la notizia dell’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura del capoluogo nei confronti della sua azienda (qui la notizia).
«Esprimendo piena fiducia nella magistratura, impugnerò in sede giurisdizionale amministrativa il provvedimento interdittivo, nella consapevolezza della legittimità e della correttezza – prosegue Caruso – che da sempre contraddistingue la mia condotta personale e le attività delle mie imprese. Tuttavia, a tutela del buon nome e dell’onorabilità dell’Associazione e per evitare strumentalizzazioni della carica, ritengo opportuno concludere la mia esperienza alla guida della prestigiosa associazione che ho avuto l’onore di presiedere in questi anni. Ringrazio i componenti del Direttivo e indistintamente tutti i miei colleghi per la fiducia e il sostegno che mi hanno accordato in questo lungo periodo, nel quale abbiamo condiviso numerose iniziative per la legalità, per la giustizia e per lo sviluppo del territorio. Oggi, come sempre, mi sento di esternare i miei profondi sentimenti di avversione e ripudio – conclude Caruso – per i fenomeni di criminalità che ho sempre contrastato anche in prima persona sporgendo decine e decine di denunce presso gli organi preposti per gli atti vandalici, i furti e le intimidazioni subite».







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