“Cavallo di ritorno” a Lamezia, scarcerato Damiano Berlingieri

La decisione del Tribunale del Riesame. Il 29enne era stato arrestato lo scorso 18 aprile nell’ambito dell’operazione “Crisalide”. Il gip distrettuale non aveva riconosciuto l’aggravante mafiosa

CATANZARO Annullata l’ordinanza di carcerazione emessa dal gip di Lamezia e ordinata l’immediata liberazione per Damiano Berlingeri, 29 anni, arrestato lo scorso 18 aprile insieme a Vincenzo Grande, Francesco Berlingieri e Antonio Miceli, nell’ambito degli sviluppi dell’operazione “Crisalide”, con l’accusa di essere responsabili di estorsioni con il sistema del “cavallo di ritorno”. La richiesta di carcerazione per i reati di estorsione e rapina, aggravati dal metodo mafioso, era stata emessa dalla Dda di Catanzaro. Il gip distrettuale aveva emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere non riconoscendo però l’aggravante mafiosa, dichiarandosi dunque incompetente a seguire il procedimento che è passato al giudice per le indagini preliminari di Lamezia Terme. Il gip di Lamezia ha emesso una nuova ordinanza disponendo il carcere per i due Berlingeri e l’obbligo di dimora per Miceli e Grande (i quali si trovano in carcere perché considerati ai vertici della consorteria Cerra-Torcasio-Gualtieri per quanto riguarda il filone principale dell’inchiesta Crisalide il cui processo ha preso le mosse, in fase preliminare, lo scorso 27 aprile). L’avvocato Domenico Villella, difensore di Damiano Berlingeri, ha fatto ricorso al tribunale del Riesame avverso l’ordinanza del gip di Lamezia, sottolineando la mancanza di gravi indizi nel confronti dell’indagato, sia per quanto riguarda l’estorsione alla persona offesa che i contatti con Miceli e Grande. Mercoledì il collegio, presieduto dal giudice Giuseppe Valea, ha disposto per quanto riguarda la posizione di Damiano Berlingeri l’annullamento dell’ordinanza e la scarcerazione.

ale. tru. 





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