Pronta la maxi-inchiesta di Gratteri sulla pubblica amministrazione

di Paolo Pollichieni

È una task-force di tutto rispetto quella varata mercoledì scorso dal procuratore distrettuale di Catanzaro, Nicola Gratteri, per dare battaglia alla corruzione ed al malgoverno nella pubblica amministrazione. Mercoledì, infatti, Gratteri ha incontrato a Roma il comandante generale della Guardia di finanza ed i vertici dei reparti specialistici delle “Fiamme gialle” per assicurarsi uomini e risorse necessarie ad una indagine a tappeto sui reati politico-amministrativi.
In questo contesto è stato garantito l’invio di tre ufficiali piazzatisi ai primi posti nel corso di specializzazione interna. Affiancheranno altri colleghi già operanti a Catanzaro e con loro gli uomini del reparto operativo dei carabinieri. La loro attività investigativa sarà coordinata da tre pubblici ministeri e dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla. Tuttavia va sottolineato che lo stesso procuratore Gratteri sarà della partita, avendo deciso di trattenere per sé la delega a trattare tale spinosa materia.
Con un sorriso davvero divertito, ha liquidato la cosa con una battuta: «Dopo trent’anni di carriera torno ad occuparmi di pubblica amministrazione. Insomma riparto dalla forestazione…». In effetti fu quella sulla forestazione la prima grossa indagine coordinata da un allora giovanissimo giudice istruttore Nicola Gratteri. L’indagine, originata dall’uccisione di un piccolo imprenditore nel corso di un summit politico-mafioso finito male, radicò la competenza al Tribunale di Locri e portò il pubblico ministero Carlo Macrì ed il giudice istruttore Nicola Gratteri (all’epoca vigeva ancora il vecchio codice di procedura penale) a scoperchiare la pentolaccia dei cantieri forestali, dei tagli di boschi abusivi e delle opere idrauliche fantasma. Finirono in carcere anche i vertici politici e i dirigenti della Regione, a partire dall’assessore regionale alla Forestazione dell’epoca, il socialista Giovanni Palamara.
E di Calabria Verde, e degli illeciti che si sarebbero consumati in questi anni, si occupa anche la recente indagine della Procura catanzarese approdata alle conclusioni proprio in questi ultimi giorni. Tornando, però, alla maxi-inchiesta sulla pubblica amministrazione, da quel che è possibile apprendere, origina dalla decisione di concentrare più filoni di indagine in un gruppo limitato di procedimenti riguardanti i diversi enti locali mentre un unico maxifascicolo riguarderebbe informative, esposti ed accertamenti attinenti l’opera della Regione Calabria. Una recente ricognizione dei fascicoli pendenti, infatti, avrebbe portato alla luce un pregresso “disordine” che avrebbe portato alla prescrizione inchieste che pure erano state già evase positivamente dalla polizia giudiziaria. Un fenomeno, questo, che per la verità avrebbe riguardato più indagini a carico del Comune capoluogo che della Regione. Spiccano anche alcuni casi singolari, come quelli di segnalazioni (numerose) da parte del Tar su violazioni nel settore degli appalti e delle nomine suscettibili di approfondimenti penali e finiti al registro degli “atti relativi” o, in due casi, addirittura in quello dei reati “opera di ignoti” laddove nella sentenza del Tar erano ben descritti fatti, protagonisti, attori, vittime e favoriti.

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