Cosenza, un ponte (di collaborazione) tra il Comune e l’Unical

Siglato il Protocollo d’intesa per creare realtà innovative che aiutino l’amministrazione nelle gestione dei servizi. Occhiuto: «Cerchiamo di andare oltre e capire i bisogni della comunità». Crisci: «Far lavorare i giovani sui beni culturali della città»

COSENZA Università della Calabria e Comune di Cosenza mettono nero su bianco un accordo di collaborazione. La sfida che si propongono i due enti, che hanno firmato il protocollo di intesa e di intenti, è quella di creare realtà innovative che coinvolgano l’intero territorio e gli stratupper dell’Unical capaci di studiare e mettere a sistema delle realtà che aiutino non solo l’amministrazione nella gestione dei servizi ma anche i cittadini. L’accordo, da oggi operativo, nasce da una serie di confronti avvenuti negli anni passati e che rientra nel progetto di “Cosenza Cultura” . L’obiettivo è quello di sviluppare e promuovere progetti che facciamo nascere imprese innovative che siamo capaci di fornire servizi soprattutto nel campo della gestione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali. Non solo nuove imprese ma anche ottimizzare ciò che si sta già facendo in città. E poi come spiega il professore Giuseppe Passarino, delegato dal rettore alla ricerca e al trasferimento tecnologico, non è da escludere che con la nascita di progetti sempre più specifici che sviluppandosi nel centro storico nel centro storico si crei un vero e proprio incubatore.

UNIVERSITÀ E CITTÀ «Per la prima volta abbiamo creato un ponte con l’Università – dice Occhiuto – ma non fermiamoci ai protocolli perché dobbiamo fare in modo che il territorio venga contaminato sempre in base a quello che è il bisogno che arriva dalla nostra comunità. È un tentativo che dobbiamo fare, in questi sette anni di governo ci ho provato tante volte ma non ho avuto dei risultati brillanti». Accomodati con il primo cittadino ci sono oltre il delegato alla cultura Giampaolo Calabrese, il vice sindaco Iole Santelli e il rettore Gino Crisci. «Spero che con questo protocollo – ha detto Crisci – si riesca a fare collaborare la nostra Università e l’amministrazione e si riesca a fare lavorare i nostri giovani anche sui beni culturali di Cosenza non solo su quelli che sono in giro per il mondo».

mi.pr.







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