Quant’è difficile curarsi in Calabria, l’inchiesta shock di La7

Il viaggio di Piazza Pulita tra gli ospedali calabresi: 11 mesi per una mammografia per una paziente oncologica. E i posti letto sembrano non bastare mai

Undici mesi per una mammografia. Ore su ore di attesa per fare la chemio. Curarsi al Sud, nello specifico in Calabria, non è un diritto sacrosanto ma un’impresa ardua riservata a pochi. Non è una novità, ma l’inchiesta sulla sanità, andata in onda ieri sera nella puntata di Piazza pulita, lascia comunque sgomenti.
In Calabria le telecamere mostrano impietose i risultati dei tagli e degli sprechi che hanno da tempo fatto sprofondare il settore in un girone infernale. Il risultato sono, come purtroppo i calabresi sanno, ospedali fantasma, personale ridotto all’osso e servizi concentrati in un dei pochi presidi che, nonostante le tante difficoltà, tutto sommato funziona: l’ospedale civile dell’Annunziata nella città di Cosenza.
E cosa succede quando un nosocomio deve rispondere alle esigenze di un’intera provincia? La risposta è semplice ed anche un po’ banale: il collasso. E così i corridoi del pronto soccorso sono intasati di pazienti in attesa di cure, i posti letto a disposizione non bastano e c’è chi addirittura viene ricoverato in barella.
L’inviata di Piazzapulita raccoglie sensazioni e immagini. Qualcuno sussurra di essere stanco di aspettare per ricevere le cure necessarie, altri addirittura si lasciano andare a confessioni shock. Sembra un giorno di ordinaria follia, ma invece è la triste realtà.
Qui i servizi mandati in onda nella puntata di giovedì.





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