Lezioni antimafia nel segno di Tramonte e Cristiano

Il coordinamento di “Libera” consegna a laureati e studenti il premio dedicato ai due netturbini uccisi nel 1991 a Lamezia Terme

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CATANZARO Rocco Gatto e Lucio Ferrami, e poi i nomi di “ribelli” alla ‘ndrangheta che sono scampati alla ‘ndrangheta, come Rocco Mangiardi e Tiberio Bentivoglio. Tutti questi nomi si allacciano e si intrecciano con quelli di Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, i due netturbini di Lamezia Terme uccisi in un agguato di ‘ndrangheta nel 1991 che questa mattina il coordinamento provinciale di “Libera” ha celebrato con la consegna del premio alla loro memoria.

LA CERIMONIA È la quarta edizione di un’iniziativa che ha tante valenze: la prima è quella di rendere omaggio a due onesti lavoratori vittime innocenti delle cosche agli albori di una stagione nera per Lamezia Terme,, la seconda è quella di far conoscere alle giovani generazioni e agli studenti il sacrificio di Tramonte e Cristiano e di centinaia di altri piccoli e grandi “martiri” della pericolosità e della disumanità della ‘ndrangheta. Quest’anno, la cerimonia di consegna dei premi avviene nella sala Concerti del Comune di Catanzaro. Ci sono anche i familiari delle due vittime, che da anni stanno lanciando appelli su appelli «affinché sia stabilita la verità e sia fatta giustizia su quel grave delitto». Il premio è stato suddiviso in due categorie: la prima, dedicata a Tramonte, riservata a laureati delle Università italiane, nati o residenti in uno dei Comuni della Calabria, che abbiano discusso una tesi di laurea sul tema della legalità, la seconda, dedicata a Cristiano, riservata agli studenti/classi di istituti scolastici di secondo grado della provincia di Catanzaro che hanno svolto percorsi formativi relativi alle attività principali di “Libera” sul territorio.

IN RICORDO DI GATTO E FERRAMI Il premio riservato ai laureati è stato vinto da Maria Giovanna Brancati, che ha discusso una tesi di laurea sui temi del caporalato e del lavoro nero, mentre il premio Cristiano è andato agli studenti di due istituti di Catanzaro, il “Manzoni” e il “Fermi”, che hanno effettuato uno studio sulle figure di due vittime della ‘ndrangheta, il mugnaio Rocco Gatto, ucciso nel 1977 a Gioiosa Jonica, e l’imprenditore Lucio Ferrami, assassinato nel 1981 ad Acquappesa, sul Tirreno Cosentino. I vincitori saranno resi individuato da due commissioni, presieduta da Costantino Fittante, già parlamentare ed esponente politico in prima linea nella trincea lametina (molto commosso oggi), e da don Pino Silvestre, di “Libera”. Vengono presentati gli elaborati, quelli vincenti e quelli no, e appaiono i volti anche di Tiberio Bentivoglio e Rocco Mangiardi, testimoni di giustizia che non si sono piegati alla ‘ndrangheta. In sala c’è anche una rappresentanza della commissione straordinaria che guida il Comune di Lamezia Terme, sciolto a novembre scorso per la terza volta per infiltrazioni mafiose: la prima volta fu alla fine del 1991, qualche mese dopo il barbaro agguato a Tramonte e Cristiano. E da quell’”annus horribilis” Lamezia ha imboccato una china per lunghi tratti dolente e dolorosa.

IL SALUTO DI ENNIO STAMILE Alla cerimonia è intervenuto anche don Ennio Stamile, coordinatore regionale di “Libera”, che ha ringraziato i familiari di Tramonte e Cristiano, «due figure di persone normali che saranno un esempio per il loro impegno e la loro semplicità», e ha definito il premio «un momento intelligente perché mette insieme scuola e università in un percorso dinamico teso a costruire una società più giusta e pronta a resistere a ogni forma di violenza e di aggressione»: don Stamile ha anche premiato, con una menzione speciale, la Comunità per minori e l’Istituto penale per minorenni di Catanzaro, che da tempo svolgono delle attività in collaborazione con “Libera”. Tra i presenti alla cerimonia della quarta edizione del premio, la coordinatrice provinciale di “Libera” Catanzaro, Elvira Iaccino, e Aleardo Benuzzi, responsabile nazionale dei Cru Unipol, che sostiene l’iniziativa: alla premiazione in memoria di Tramonte e Cristiano ha partecipato anche il presidente della commissione regionale anti-ndrangheta, Arturo Bova.

cant. a.





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