“Frontiera”, 15 anni di carcere per il figlio del boss Muto

Il processo con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta della Dda contro il clan di Cetraro si conclude con 25 condanne e 14 assoluzioni

CATANZARO Ventisei condanne e 12 assoluzioni: si è concluso così il processo con rito abbreviato per 38 indagati dell’operazione “Frontiera” che ha colpito il clan Muto di Cetraro. Le indagini contro la cosca dell’alto Tirreno cosentino, condotte da carabinieri e guardia di finanza, sono state dirette dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dall’allora aggiunto Giovanni Bombardieri e dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dai sostituti Camillo Falvo e Alessandro Prontera. La condanna più alta a 17 anni è stata inflitta a Guido Maccari, considerato, insieme a Franco Cipolla (condannato a 14 anni e 8 mesi), tra gli «organizzatori, col compito di gestire il traffico di narcotici, procurando e gestendo sempre nuovi canali di approvvigionamento di stupefacenti, di organizzare le piazze di spaccio selezionando e rifornendo i grossisti della consorteria».
A Luigi Muto, figlio del boss Franco a giudizio con rito ordinario, sono stati inflitti 15 anni e 4 mesi di reclusione. Condannata a 9 anni anche la moglie del capobastone Angelina Corsanto reggente del clan dopo l’arresto del marito tanto da detenere la “bacinella” dell’organizzazione criminale. Assolti invece gli amministratori giudiziari Nicola Giuseppe Bosco, Gennaro Brescia, Salvatore Baldino e Gianluca Caprino. L’inchiesta “Frontiera”, partita da un troncone dell’indagine sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010, ha portato nel luglio scorso all’arresto di 58 presunti appartenenti alla cosca Muto, indagate per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura e illecita concorrenza con violenza e minaccia.

CONDANNE E ASSOLUZIONI Di seguito l’elenco completo delle condanne: Luigi Muto, 15 anni e 4 mesi (chiesti 17 anni); Mara Muto, 8 anni e 4 mesi (chiesti 9 anni); Sandra Muto, 1 anno e 4 mesi (chiesti 2 anni); Angelina Corsanto, 9 anni (chiesti 10 anni); Guido Maccari, 17 anni (chiesti 20 anni); Fedele Cipolla, 4 anni (chiesti 15 anni); Franco Cipolla, 14 anni e 8 mesi (chiesti 20 anni); Andrea Orsino, 8 anni e 4 mesi (chiesti 13 anni); Alfredo Palermo, 10 anni (chiesti 17 anni); Valentino Palermo, 7 anni (chiesti 16 anni); Carmelo Valente, 14 anni e 8 mesi (chiesti 16 anni); Gianfranco Di Santo, 7 anni e 6 mesi (chiesti 7 anni); Giuseppe Esposito, 5 anni e 8 mesi (chiesti 9 anni); Giuseppe Fiore, 9 anni e 4 mesi (chiesti 12 anni); Antonietta Galliano, 1 anno e 4 mesi (chiesti 2 anni); Salvatore Sinicropi, 14 anni e 8 mesi (chiesti 14 anni); Caccamo Giulio, 3 anni e 8 mesi (chiesti 7 anni); Pietro Calabria, 5 anni e 10 mesi (chiesti 7 anni); Alessandro De Pasquale, 12 anni (chiesti 17 anni); Emanuel La Scalcia, 4 anni (chiesti 7 anni); Giuseppe Montemurro, 3 anni e 4 mesi (chiesti 4 anni); Carmine Occhiuzzi, 4 anni (chiesti 15 anni); Vittorio Reale, 7 anni e 8 mesi (chiesti 7 anni); Antonio Di Pietramonica, 8 anni (chiesti 6 anni); Luigi Sarmiento, 2 anni e 8 mesi (chiesti 4 anni).
Sono stati invece assolti: Luca Occhiuzzi, Pietro Valente, Gianluca Caprino, Angelo Casella, Sabrina Silvana Raimondi, Giuseppe Scornaienchi, Eupremio Rocco Trazza, Carlo Antonuccio, Gianluca Arlia, Baldino Salvatore, Bosco Giuseppe Nicola, Brescia Gennaro, Adolfo Foggetti, Sara Pascariello.





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