Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO

I calciatori tornano da Pescara e aspettano ad abbracciarli tutta la città. Strade prese d’assalto e stadio che accoglie l’autobus scoperto con cori e applausi. Guarascio: «Godiamoci questo momento». Braglia: «Questo pubblico ha fatto delle cose straordinarie». Occhiuto:«Lavoreremo al nuovo stadio»

  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO
  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO
  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO
  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO
  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO
  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO
  • Cosenza in B. Festa in città e una nuova storia da scrivere – VIDEO

COSENZA “Una canzone per il Cosenza io canterò” è l’inno che i tifosi intonano come fecero le sirene per attrarre Ulisse e i suoi uomini a terra ferma. Il ritorno da Pescara è un tripudio di gioia. Da un autobus scoperto, che ricorda il vascello omerico, Braglia e gli altri ragazzi protagonisti della promozione in serie B si lasciano ammaliare abbandonandosi ad una festa che coinvolge indistintamente tutti. Una doccia e qualche ora di sonno con l’adrenalina ancora in corpo e i tifosi si ritrovano d’un tratto dai sedili dei bus ai gradoni del San Vito Marulla per l’arrivo degli “eroi”. L’urlo liberatorio della città, quindici anni di fatiche e di affanni. Cosa rappresenti la serie cadetta per il Cosenza lo si capisce dalle maglie in stile “amarcord” di chi saluta i calciatori che fanno festa sul pullman. Gli anni ottanta, ma poi l’ultima serie B, negli anni 2000. Il logo della “Lega calcio” sulle maniche delle maglie, vetusto cimelio ora in disuso, un tempo certificazione di originalità della casacca indossata dai calciatori. Idoli e beniamini di casa che lasciano il testimone, adesso c’è una nuova storia da raccontare una nuova generazione di lupi che sognano di vivere emozioni anche più forti.

LA CITTA’ Dal “Sanvitino” parte la serata di congedo dei calciatori che hanno indossato la maglia rossoblù per la stagione 2017-18. Dal rettangolo di gioco di allenamento l’autobus parte alla volta del centro cittadino. Prima tappa piazza Europa. Alle “fontane” i lupi ricevono il primo grande abbraccio, poi Piazza Loreto. Centro cittadino tra i più attivi del tifo organizzato e subito dopo Piazza Bilotti, anzi, “piazza Fè” come si canta nel coro dell’idolo di casa Baclet. Omaggio a piazza dei Bruzi, poi sfilata nel centro storico. Dalla “Cosenza Vecchia” l’autobus scortato dai tifosi è arrivato al murale dove è raffigurato Gigi Marulla. Omaggio più che dovuto quello dell’amato bomber rossoblù, prematuramente scomparso, e che dopo la vittoria del Cosenza all’Adriatico di Pescara intreccia ancora una volta la città con la sua storia calcistica. Quel goal al novantesimo contro la Salernitana nel 91, con il commento di Bruno Pizzul, adesso sarà accompagnato dal tris della rinascita Bruzia e dal ritorno nel calcio che conta. Prima dell’arrivo allo stadio i calciatori congedano anche via Popilia, parte popolare della città sempre vicina alla squadra.

AL SAN VITO MARULLA L’arrivo del “branco” nella “tana” è oltremodo caloroso. Il fumo delle torce color rosso e blu avvolge i tifosi distribuiti sulle gradinate. Sventolano le bandiere, e alti vengono tenuti gli stendardi dei tifosi che nella stagione seguono la partita in gruppi organizzati. «Godiamoci questo momento perché è fantastico per la provincia e tutta la Calabria –dice Guarascio-. Ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti, l’emozione è indescrivibile e grande. Vedere tutta questa gente e questa grande voglia di stare insieme e uniti per un ideale è una festa. Sono sette anni che guido il Cosenza abbiamo fatto le cose con tutto il tempo che occorre. La conquista della B è una cosa difficile e abbiamo dovuto giocare anche con squadre più forti di noi». E ad esultare è anche il primo cittadino Mario Occhiuto: «Questa è una festa che tutti aspettavamo da tempo, un importante traguardo per questa città molto più del fatto sportivo, la città merita la serie B. Questi ragazzi fanno parte della nostra storia. Ho ricevuto i complimenti per questa comunità straordinaria dimostrando quanto meritassimo la serie B». Poi spazio al nuovo stadio: «Abbiamo completato i lavori di adeguamento dell’impianto attuale e adesso avvieremo tutto per le nuove pratiche». Scherza sul suo inno l’attaccante Baclet: «Sto vivendo una sensazione bellissima, ancora non riesco a realizzare. Questa canzone del mojito è iniziata a inizio anno per caricarmi e adesso è diventata un vero tormentone». Gioia anche nelle parole del calciatore Loviso: «Serata da brividi perché abbiamo vinto il campionato e portato questa città dove merita. Abbiamo festeggiato e un grazie va a questo gruppo che si è creato in maniera impeccabile. Vedere le persone felici è una grande soddisfazione. L’atmosfera che si è creata è da brividi, 9 partite con quella intensità e quella voglia di tornare in serie B è tantissima». Parole di soddisfazione anche da parte del ds Trinchera. Per molti il miracolo B è opera sua. «Il calcio è bello per questo perché riserva grandi sorprese, non ci dovevamo prendere nessuna rivincita rispetto al nostro inizio di stagione». Piero Braglia: «Questa cornice di pubblica è sempre stata presente, basta vedere quello che hanno fatto a Pescara, possiamo solo ringraziare per quello che hanno fatto».

Michele Presta

m.presta@corrierecal.it







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto