Riciclaggio, indagato il commercialista “benedetto” da Sebi Romeo

Malara, sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte, poté candidarsi al Comune soltanto grazie a una leggi ad hoc voluta dal capogruppo del Pd in consiglio regionale

REGGIO CALABRIA Ex direttore di banca, finito nel mirino della Procura di Reggio Calabria nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’avvocato Santo Alfonso Martorano. E anche nipote di don Rocco Musolino, il “boss della montagna”; sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte ed ex revisore dei conti del consiglio regionale. Francesco Malara non è uomo che abbia mai “risparmiato” su titoli e incarichi. Anche grazie a qualche leggina ad hoc, costruita proprio sulla sua posizione. Il Corriere della Calabria ve lo ha raccontato nel 2015, quasi agli esordi nel consiglio regionale. A quei tempi, uno strano emendamento, approvato quasi alla chetichella, alimentò qualche sospetto. 
“Merito” di Sebi Romeo, capogruppo del Pd. Fu lui a dare il via alla modifica della legge che istituisce e regolamenta il Collegio dei revisori dei conti della Regione. Inserendo una precisazione che riguarda esclusivamente i Comuni con più di 5mila abitanti. Era il 9 marzo 2015 e Romeo chiese l’inserimento di una proposta all’ordine del giorno a sua firma. Il titolo: “Modifiche alla legge regionale numero 2 del 2013”. La proposta passa all’unanimità. La vecchia legge, prima dell’intervento del Consiglio, diceva che quel ruolo non poteva essere ricoperto, tra gli altri, da consiglieri regionali, parlamentari, ministri, sottosegretari e «amministratori pubblici degli enti locali». Cioè sindaci o anche consiglieri comunali. Dopo la modifica ecco un’aggiunta che ai più potrebbe sembrare incomprensibile, ma ai maligni no. Questa: non sono nominabili nell’incarico di componenti del Collegio gli amministratori pubblici degli enti locali della Regione «aventi popolazione superiore ai 5.000 abitanti».
Niente di trascendentale, in fondo, circa le sorti della regione. Importante invece, per uno dei tre revisori dei conti dell’epoca: proprio Francesco Malara, che era in corsa per la carica di sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte, più o meno 1.200 abitanti. Quelli che sembravano rumors, furono poi confermati: in effetti Malara decise di scendere in campo a capo di un lista civica di area Pd. Senza la “manina” di Romeo non sarebbe stato possibile.







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