‘Ndrangheta, Giovanni Morabito catturato in Toscana

L’uomo, figlio di uno dei capi del clan di Africo, era latitante dal 22 maggio. È stato fermato in provincia di Pisa. Ai poliziotti ha presentato documenti falsi. Ora dovrà scontare 5 anni. Con lui viaggiavano due ignare autostoppiste belghe

MIGLIARINO È stato catturato a Migliarino (Pisa) dalla polizia il latitante Giovanni Morabito, 49 anni, figlio di Giuseppe, capo della ‘ndrina Morabito, una delle più potenti famiglie malavitose della Calabria, originaria di Africo nella Locride. Si era reso irreperibile dal 22 maggio scorso quando era sottoposto alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di Livorno dal 13 luglio 2017 e l’obbligo di presentazione di tre giorni alla questura di Livorno in quanto considerato soggetto pericoloso per la collettività.
L’auto su cui viaggiava Morabito è stata intercettata dai poliziotti a Tirrenia (Pisa) ed è stata seguita fino a Migliarino dove è stata fermata dagli agenti.
Morabito ha consegnato ai poliziotti documenti falsi, una carta di identità con le stesse generalità false per il cui utilizzo era stato già condannato in passato. Riconosciuto senza ombra di dubbio dai poliziotti, il ricercato è stato accompagnato in questura a Pisa e, dopo il fotosegnalamento di rito, è stato portato in carcere dove dovrà scontare la pena residua complessiva di 5 anni e 6 giorni di reclusione per condanne relative a numerosi reati, tra i quali possesso di documenti falsi, tentata truffa in concorso e aggravata, recidiva, simulazione di reato, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.
Quando è stata fermata la vettura condotta da Morabito a bordo viaggiavano due avvenenti turiste belghe, le quali avevano chiesto all’uomo un passaggio da Pisa a Viareggio (Lucca) ignare di chi fosse il personaggio che le stava accompagnando. Giovanni Morabito ha numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, la persona, associazione a delinquere di stampo mafioso. Il provvedimento di arresto è stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze ed è stato eseguito ieri sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di Firenze e della Procura di Livorno.





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