Catanzaro, inchiesta della Procura sulla gestione delle piscine

Due i fascicoli aperti. E intanto va in fiamme l’auto del padre di Antonino Lagonia, presidente di un’associazione che ha segnalato irregolarità nei bandi

CATANZARO I bandi sulla gestione delle piscine nelle provincia di Catanzaro si stanno trasformando in un vero giallo. Nella notte tra giovedì e venerdì è stata data alle fiamme l’auto del padre di Antonino Lagonia, presidente dell’Asd Catanzaro Nuoto. Antonino Lagonia si trovava al mare quando è avvenuto l’incendio, intorno alle 2:30 del mattino. La natura del rogo, domato dai Vigili del fuoco, parrebbe di origine dolosa. «Mio padre – ha raccontato Lagonia raggiunto all’Ansa – è stato svegliato dai poliziotti che lo hanno avvisato di quanto era accaduto». L’episodio segue di poche ore la notizia di un doppio fascicolo aperto dalla Procura di Catanzaro che riguarda l’affidamento della gestione della piscina comunale del capoluogo. Due le ipotesi di reato per i magistrati guidati dal procuratore Nicola Gratteri: abuso d’ufficio e concussione. Una vicenda che, partendo dall’appalto della gestione delle piscine, toccherebbe interessi politici.
A segnalare i presunti illeciti c’è stata anche l’azione di Laganà il quale, assistito dall’avvocato Antonio Lomonaco, ha sporto denuncia sottolineando il comportamento di tutto l’apparato burocratico del Comune di Catanzaro che si è occupato del bando. La Ads Catanzaro Nuoto ha gestito la piscina comunale di Pontepiccolo dal 2014 al 2017, fino al nuovo bando, in seguito al quale la nuova gestione è andata alla Calabria Swim Race. Ma nella conduzione della gara vi sarebbero state delle illiceità che Lagonia ha portato all’attenzione della Procura, la quale ha iscritto nel registro degli indagati una persona.

«VICENDA COSTRUITA AD ARTE» Nelle ultime ore erano trapelate indiscrezioni sull’ex assessore all’Ambiente e agli impianti sportivi Giampaolo Mungo, il quale, tra gli altri, viene segnalato nella denuncia di Lagonia anche per fatti accaduti precedentemente al bando. Mungo ha però dichiarato alla Gazzetta del Sud di non avere ricevuto alcun avviso di garanzia e il suo avvocato, Giuseppe Pitaro, ha annunciato che questa mattina avrebbe presentato una richiesta alla Procura per essere sentito dal pm incaricato del fascicolo e ha sottolineato il fatto che, da otto mesi, l’ex assessore – ha lasciato l’incarico a novembre 2017 – stia ancora aspettando di conoscere l’identità dei responsabili dell’incendio della propria auto. «Questa è una vicenda costruita ad arte – ha affermato l’avvocato Pitaro raggiunto dal Corriere della Calabria –, Mungo non ha mai avuto contatti con gli uffici che hanno curato il bando, ossia quelli dell’assessorato al Patrimonio. Vi sono una serie di contraddizioni, anche temporali, in queste tesi accusatorie che sono state sposate da alcune correnti per fare politica. Ma noi siamo pronti, pur non conoscendo il contenuto della denuncia, a farci ascoltare dal pm e a chiarire al più presto questa vicenda».

ale. tru. 





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto