Furti nel Cosentino, sgominata banda di rapinatori – VIDEO

I malviventi, di origine slava, agivano nelle abitazioni, usando anche violenze fisiche nei confronti dei proprietari. In un’officina di Corigliano erano state nascoste le auto usate per la fuga. L’ultimo episodio lo scorso luglio ad Albidona

COSENZA I militari della Compagnia carabinieri di Corigliano Calabro nella notte del 28 settembre hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto l’ultimo dei ricercati di una banda di origini slave dedita a furti e rapine in abitazioni, condotte anche con modalità efferate: si tratta di un 24enne di Napoli, avente origini serbe e con diversi precedenti specifici.
La vicenda risale al 5 luglio scorso, quando ad Albidona (CS) un gruppo di persone di origine slava ha fatto irruzione all’interno di un’abitazione, approfittando della momentanea assenza dei padroni di casa, allo scopo di razziare gioielli e monili in oro. All’improvviso la proprietaria di casa insieme alla figlia rincasavano e la banda è stata colta nell’atto di rovistare nei vari ambienti domestici. Nel tentativo di guadagnarsi la fuga ed assicurarsi il bottino, due malviventi si sono accaniti nei confronti delle donne, afferrandole e colpendole.
Le indagini da parte della Stazione carabinieri di Trebisacce, unitamente al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Corigliano Calabro e alla Stazione carabinieri di San Giorgio Albanese, si sono indirizzati nei confronti di una banda di soggetti di origine slava, sulle cui tracce si stava lavorando da tempo, in quanto probabili autori di diversi episodi verificatisi su gran parte del territorio regionale, tutti contraddistinti dal medesimo modus operandi: furti all’interno di abitazioni momentaneamente disabitate, violenze fisiche nei confronti dei proprietari di casa che fossero rincasati durante le loro operazioni, l’utilizzo di macchine di grossa cilindrata, anche con targhe straniere, appositamente modificate ed alcune dotate di bitonali e sirene per assicurarsi la fuga dalle forze dell’ordine.
Individuati i responsabili tramite complesse indagini, anche di natura tecnica, sono state estese le attività di ricerca a tutti i Reparti del Comando provinciale di Cosenza
Già la notte del 10 luglio sul lungomare di Corigliano Calabro era stato fermato uno degli autori della rapina di Albidona, Elvis Radosavljevic, 24 enne di origine serba e residente presso il campo nomadi di Secondigliano, con precedenti specifici. Lo stesso, dopo la convalida del fermo e la sottoposizione a misura cautelare, si trova ancora ristretto presso la Casa circondariale di Castrovillari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Inoltre le indagini condotte dai militari di questa Compagnia hanno permesso di scoprire anche l’officina di Corigliano Calabro, ove la banda custodiva, lontano dagli occhi indiscreti, le autovetture utilizzate per i colpi. Sono state sequestrate una Mazda 3 modificata e su cui si è stata acclarata la presenza di un sistema di sirene e bitonali, un’Audi A4 con motore potenziato e targhe straniere, una Fiat Bravo ed una Bmw Serie 5, anch’essa munita di sistema di sirene e bitonali. Venivano rinvenuti e sequestrati indumenti vari, copricapi, passamontagna, guanti e martelli da scasso utilizzati dalla banda per perpetrare i colpi.
Le mirate indagini hanno permesso successivamente di individuare un secondo complice R.B., serbo di 36 anni e residente presso il campo nomadi di Secondigliano, il quale è stato deferito a piede libero per concorso in rapina, la cui posizione è tutt’ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Ieri, infine, è stato trovato ed arrestato l’ultimo componente della banda, che dopo il fermo del complice, si era dato alla macchia, facendo perdere le sue tracce. Lo stesso è stato fermato dai carabinieri di Manduria durante un normale controllo alla circolazione stradale e grazie all’osmosi informativa che da sempre lega tutti i Comandi dell’Arma, immediatamente sono stati allertati i militari della Compagnia di Corigliano Calabro, che conducevano il rapinatore presso gli uffici del Comando. Lo stesso veniva identificato in Sasa Radosavljevic, 24 enne di origine serba e residente presso il campo nomadi di Secondigliano, con precedenti specifici.
A seguito dei gravi indizi di colpevolezza acclarati nei confronti del fermato e tenuto conto del pericolo di fuga, reso ancor più consistente dal fatto che si era reso irreperibile subito dopo le indagini che avevano portato all’arresto del suo complice, d’intesa con il sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Luca Primicerio e con il procuratore capo, Eugenio Facciolla, si è proceduto ad eseguire il fermo di indiziato di delitto e l’arrestato veniva tradotto presso la Casa circondariale di Castrovillari a disposizione dell’autorità giudiziaria.







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