Falsi incidenti a Catanzaro, il Riesame “restituisce” 600mila euro a Mellea

Il sequestro preventivo nei confronti dell’ex consigliere comunale passa da 646mila a 41mila euro. Ridotta la misura anche nei confronti dell’avvocato Bressi

CATANZARO È stato ridotto da 646.752,46 a 41.303,45 euro il sequestro preventivo, per equivalente, disposto dal gip del Tribunale di Catanzaro il 22 luglio 2016 nei confronti di Gennaro Pierino Mellea, avvocato ed ex consigliere comunale di Catanzaro, accusato di truffa e di corruzione in atti giudiziari nell’ambito del procedimento denominato “Violentemente investito 2”. La riduzione del sequestro preventivo è stata decisa dal Tribunale del Riesame, presieduto da Giuseppe Valea, in seguito ad annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione.
Secondo l’accusa Mellea sarebbe a capo di una maxi truffa alle assicurazioni attraverso incidenti stradali “fantasma”, costruiti a tavolino con false prove. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Merante, Giancarlo Pittelli, Gregorio Viscomi e Vitaliano Leone, ha contestato la sussistenza della gravità indiziaria e ha prodotto documentazione in ordine all’effettivo incasso delle somme erogate dalle compagnie assicurative, oltre che la genericità e tardività delle querele agli atti. Secondo il collegio, il profitto oggetto del provvedimento di sequestro impugnato non può essere riferito alla condotta integrante il delitto di corruzione in atti giudiziari ma deve riferirsi a diversi episodi di truffa. «Ciò in quanto – scrivono i giudici – le somme oggetto del sequestro sono state, correttamente, parametrate al valore degli indennizzi liquidati dalle compagnie assicurative in relazione ai singoli capi di imputazione, in tal modo considerandole quali conseguenza dell’attività truffaldina posta in essere dagli indagati, mediante la denuncia dei falsi incidenti stradali».
Secondo il collegio deve essere tenuta ben distinta la consumazione degli episodi di truffa commessi ai danni del Fondo di garanzia per le vittime della strada rispetto a quelli commessi ai danni delle compagnie assicurative private. Ne consegue che devono essere considerati prescritti, secondo il collegio del Riesame, tutti gli episodi di truffa (72 in tutto) commessi ai danni delle assicurazioni negli anni 2009, 2010 e, al più tardi 2011, per i quali risulta spirato il termine di prescrizione di 6 anni.
Per quanto riguarda gli episodi non prescritti, che in tutto sono sette, secondo i giudici non è necessario verificare, come chiedeva la difesa, se le querele siano tardive o generiche. Così come non vi sarebbero dubbi sull’effettivo incasso delle somme liquidate dal Fondo di garanzia per le vittime della strada.
In conclusione il Riesame impone la rideterminazione dell’ammontare del sequestro, tenendo conto, esclusivamente, dell’ammontare dell’indennizzo versato dal Fondo di garanzia per sette sinistri che non sono stati toccati dalla prescrizione e il cui ammontare complessivo corrisponde a 41.303,45 euro.
Per le stesse ragioni il sequestro preventivo è stato ridotto anche nei confronti di un altro indagato, l’avvocato Antonio Bressi.





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