Sfrattato Campolo, il “re dei videopoker”

L’imprenditore condannato in via definitiva ha dovuto lasciare la sua casa-museo di Reggio. Ultimo atto di una maxiconfisca di 330 milioni. Oggi tutti i suoi beni sono stati destinati o affittati

REGGIO CALABRIA Era il “re dei videopoker”, padrone di intere vie di immobili comprati con il denaro dei clan, che in lui per i magistrati avevano trovato una delle più efficaci “lavatrici”. Adesso, che sul groppone ha una condanna definitiva e il suo intero patrimonio è stato confiscato, Gioacchino Campolo è stato “sfrattato” anche dalla sua storica casa-museo. È lì che quando è stato arrestato gli investigatori hanno trovato Picasso, Fontana, Dalì e altri capolavori appesi alle pareti, oggi ospiti del “palazzo della Cultura” a loro dedicato.

DA CASA-MUSEO AD ALLOGGI DI SERVIZIO Confiscata in via definitiva, la casa storica di Campolo, nel centro storico di Reggio Calabria, sarà assegnata ai carabinieri per alloggi di servizio, lui invece è andato in affitto alla periferia nord della città. Da tempo comunicato al diretto interessato e alla sua famiglia, questa mattina lo “sfratto” è diventato esecutivo.

LO SFRATTO Scortato da un “plotone” interforze – chi passava da lì ha visto le Volanti, i baschi verdi della Finanza, i carabinieri e persino la polizia provinciale –  attorno alle 8.30 Campolo ha lasciato definitivamente la sua casa. Anziano, malato, è lì che fino ad oggi ha ottenuto la concessione di scontare ai domiciliari la condanna definitiva a 16 anni di carcere. Adesso però che anche quell’immobile è stato destinato, è costretto a fare le valigie.

CONFISCA RECORD Quasi un paradosso per Campolo, un tempo padrone di un patrimonio – immobiliare e non solo – del valore di 330 milioni di euro, poi interamente passato in mano all’Agenzia delle entrate e attualmente considerato fra i più remunerativi in Italia. Gli immobili di cui era padrone sono stati quasi tutti destinati o affittati, inclusa la gigantesca villa romana che secondo la leggenda ha ospitato la banda della Magliana e oggi è sede di un albergo di lusso con annesso bistrot. O l’ex cinema Margherita di Reggio Calabria, che oggi ospita un negozio.

CASE, TERRENI E FATTORIE Incontrastato padrone di una serie di sale giochi (truccate, ovviamente) e noto frequentatore delle aste giudiziarie, dove si presentava con valigette piene di miliardi cash, Campolo nella sua vita ha accumulato oltre 260 fra appartamenti e terreni. In uno di questi c’era persino una fattoria (abusiva) in cui allevava conigli, tacchini, quaglie, mucche, capre, montoni, galline e preziosi suini neri, poi macellati (clandestinamente) in uno dei suoi immobili, destinato allo scopo. Ma c’è chi crede che il patrimonio che Campolo negli anni ha accumulato potrebbe non essere stato completamente individuato e la caccia continua.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it







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