Favorirono la latitanza di un Gallace, due condanne

Chiara Perronace e Angelo Gagliardi sono stati condannati rispettivamente a quattro mesi di reclusione e un anno e quattro mesi per aver aiutato a sfuggire agli arresti Domenico Galace, ricercato nel corso dell’operazione antimafia “Itaca”. Il giudice ha escluso l’aggravante mafiosa

CATANZARO Sono stati condannati, in sede di rito abbreviato, a quattro mesi di reclusione e un anno e quattro mesi. Questo il verdetto messo dal giudice Claudio Paris nei confronti di Chiara Perronace e Angelo Gagliardi accusati di favoreggiamento personale in concorso per avere aiutato Cosimo Damiano Gallace, esponente di spicco dell’omonimo clan del Soveratese, nel corso della sua latitanza per sfuggire all’arresto nell’ambito dell’operazione antimafia “Itaca”. In particolare la Perronace avrebbe aiutato Gallace assistendolo nell’abitazione di Guardavalle nella quale si nascondeva, mentre Gagliardi avrebbe messo a disposizione del latitante la casa del fratello e avrebbe agevolato e sostenuto gli incontri tra Gallace e la fidanzata Chiara Perronace (che infatti è stata trovata con Gallace nel momento in cui i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento), fatto da “vedetta” segnalando la presenza delle forze dell’ordine, comprato generi alimentari, favorito gli spostamenti della Perronace e anche comprato ricariche telefoniche. La latitanza è andata avanti dal 3 luglio 2013 al 16 gennaio 2014. Le accuse erano aggravate dal metodo mafioso. In sede di requisitoria il sostituto procuratore di Catanzaro Debora Rizza aveva chiesto 4 anni di reclusione per entrambi gli imputati. La sentenza del gup esclude l’aggravante mafiosa, concede le attenuanti generiche e la non menzione della condanna alla Perronace e la sospensione condizionale della pena per entrambi. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Salvatore Staiano e Vincenzo Cicino.

ale.tru.





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