Primi effetti del Decreto sicurezza: via 24 migranti dal Cara di Isola

Hanno dovuto lasciare il centro in seguito a un provvedimento della Prefettura. Quattro persone saranno ospitate in una struttura della Croce Rossa. Tra loro una bambina di 5 mesi. Tra pochi giorni potrebbero finire in strada. La Cgil: norma disumana

CROTONE Hanno dovuto lasciare il Cara di Isola Capo Rizzuto 24 migranti in possesso del permesso umanitario a seguito di un provvedimento emesso dalla Prefettura di Crotone in ottemperanza al Decreto sicurezza.
Quattro di loro, tra cui una coppia con una bambina di cinque mesi e un’altra donna, saranno ospitate a Crotone in una struttura della Croce rossa. I rifugiati, che avevano inscenato una protesta pacifica per non abbandonare il centro, sono stati poi fatti salire su un pullman che li ha condotti a Crotone.
I 24 migranti, secondo quanto stabilisce il Dl Sicurezza, pur avendo diritto a stare in Italia, non possono beneficiare del diritto all’accoglienza nel sistema Sprar e neanche restare nel sistema di prima accoglienza. Dopo avere lasciato il Cara, i migranti sono stati portati nella stazione ferroviaria di Crotone dove c’erano ad attenderli i volontari delle associazioni che si occupano di assistenza e che si stanno adoperando per trovare per loro una sistemazione temporanea per la prossima notte.
I rifugiati allontanati dal Cara, infatti, non hanno un luogo dove andare e per evitare che passino la notte all’addiaccio, è intervenuta la rete delle associazioni solidali di Crotone. L’accoglienza, però, secondo quanto hanno spiegato queste ultime, potrà essere garantita solo per pochi giorni, dopodiché dovranno tornare in strada.
Nella stazione ci sono i volontari di Legacoop Calabria, che stanno fornendo loro assistenza. Secondo Pino De Lucia, responsabile immigrazione di Legacoop Calabria, «i costi per eventuali casi speciali che riguardano migranti minori, malati e disabili, sono a carico dei Comuni ospitanti, con notevole aggravio per le casse degli enti locali».

SCARICATI DALLO STATO «I primi destinatari di questo provvedimento – commenta la Cgil dell’area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo – sono 26 persone, tra cui donne, bambini piccolissimi e soggetti vulnerabili con disabilità fisiche e mentali. Sono solo i primi di una lunga serie di persone che lo Stato ha deciso di “scaricare” lasciandoli in balia del caso e del caos. Effetti di una norma razzista e liberticida che la Cgil ha contrastato fin dall’entrata in vigore del decreto legge. Vane le richieste avanzate in questi 60 giorni di lavoro parlamentari atti alla conversione in legge, alle forze di governo per rivedere l’impianto di un complesso normativo che – al netto della propaganda leghista – non farà altro che peggiorare il degrado sociale e lo stato di abbandono di persone inermi e bisognose di assistenza. Ora che questi effetti si realizzeranno sul territorio diviene indefettibile l’intervento delle istituzioni volto a contrastare la disumanità e le conseguenze reali in termini di integrazione e pacifica convivenza».







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