QUINTA BOLGIA | Perri e Pagnotta tornano in libertà

Il Riesame di Catanzaro annulla gli arresti domiciliari per l’ex dg e il responsabile Programmazione dell’Asp. Nei giorni scorsi l’azienda sanitaria ha disposto le sospensioni cautelari nei confronti di chi è coinvolto nell’inchiesta

CATANZARO Il Tribunale del riesame di Catanzaro, presidente Giuseppe Valea, ha rimesso in libertà l’ex direttore generale dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri e Luca Giuseppe Pagnotta, responsabile programmazione e gestione approvvigionamenti dell’azienda ospedaliera, che si trovavano ai domiciliari dallo scorso 12 novembre in seguito all’operazione – condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Dda di Catanzaro – “Quinta Bolgia” nella quale si ipotizzano illeciti operati all’interno dell’Asp a favore di imprese in odore di mafia. Nei riguardi di Perri e Pagnotta il Riesame ha annullato l’ordinanza emessa dal gip, dichiarando cessata la misura cautelare.
Perri, difeso dall’avvocato Antonio Larussa è accusato di due capi di abuso d’ufficio perché avrebbe favorito le ditte Putrino e Rocca, legate secondo la Dda di Catanzaro alla cosca Iannazzo di Lamezia Terme, nel monopolizzare il servizio sostitutivo di ambulanze per l’Asp di Catanzaro. Pagnotta, difeso dagli avvocati Carlo Petitto e Saverio Pittelli, avrebbe ritardato la definizione della procedura di accordo quadro per assicurare la stabilità dell’affidamento del servizio alla Croce Bianca che mirava a un contratto affidato in via d’urgenza.
Resta invariata la misura cautelare dei domiciliari per Eliseo Ciccone, difeso dall’avvocato Nunzio Raimondi. Nei confronti dell’ex direttore del Suem 118 il Riesame ha ritenuto non sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per quanto riguarda il reato di rivelazione di segreto d’ufficio ma ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per quanto riguarda il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Ciccone è convolto, con l’accusa di abuso d’ufficio semplice, anche nel procedimento, sempre facente parte dell’operazione “Quinta Bolgia”, denominato “Inferno”, quello per intenderci, in cui sono coinvolte le ditte di pompe funebri Putrino e Rocca e il loro monopolio sul servizio di ambulanze. In questo caso il Riesame ha rigettato l’istanza presentata dalla difesa.

LE SOSPENSIONI CAUTELARI DELL’ASP Nel frattempo, con recenti delibere, l’Asp di Catanzaro aveva effettuato le sospensioni cautelari nei confronti del personale medico e dirigente coinvolto nell’operazione “Quinta Bolgia”. Con apposite delibere, i vertici in carica dell’Azienda sanitaria di Catanzaro, hanno disposto «la sospensione cautelare dei dipendenti coinvolti nell’operazione denominata “Quinta Bolgia”». La sospensione va dalla data di decorrenza della misura cautelare, 12 novembre 2018 «e per tutta la durata dell’applicazione della misura cautelare». Per alcuni dipendenti, dunque, aperte le porte della libertà si dovrebbero aprire anche quelle dell’ufficio. Nelle delibere dell’Asp i nomi dei dipendenti non sono stati scritto per intero ma puntati: E. C., presumibilmente, è Eliseo Ciccone. GLP sarà Giuseppe Luca Pagnotta, che ora potrebbe tornare al lavoro. RFG è probabilmente Roberto Frank Gemelli mentre SFMG è Sebastiano Felice Corrado Mauceri. Entrambi sono i necrofori  dell’ospedale di Lamezia (per loro non è ancora stato fatto Riesame), accusati di avere favorito le ditte Putrino e Rocca. Secondo l’accusa consentivano alle imprese che stabilivano loro di allestire le camere ardenti all’interno dell’obitorio, danneggiando le altre imprese. E se una ditta aveva avuto una commissione per delle esequie, i due necrofori temporeggiavano nel consegnare la salma per consentire alla ditta Putrino di contattare la famiglia del defunto per tentare di recuperare l’incarico, sottraendolo all’impresa concorrente.
La delibera del 30 novembre ha imposto la sospensione cautelare anche a SF, probabilmente Francesco Serapide, anch’egli scarcerato dal Riesame, funzionario dell’Asp di Catanzaro nell’Unità operativa “Igiene e sanità pubblica” accusato di avere predisposto certificati di idoneità igienico-sanitaria per le ambulanze della Ats Croce Bianca (che si era aggiudicata l’appalto per il servizio occasionale e su chiamata dell’Asp dei mezzi) senza effettuare nessuna verifica e ispezione delle ambulanze stesse.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it





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