«Gratteri ha ragione: contro le mafie servono i fatti»

L’Unadir pone l’attenzione sull’incontro tra Mattarella e il «pluripregiudicato» Berlusconi. E chiede spiegazioni a Salvini sui “nuovi leghisti” del Sud

ROMA Il sindacato Unadir, che svolge la sua attività nell’ambito del ministero dell’Interno, ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al ministro Matteo Salvini per «chiedere lumi» sull’incontro istituzionale con Berlusconi e sulla puntata di Report incentrata Lega. «Perché la massima carica dello Stato – si legge – continua a ricevere un pluripregiudicato, anche per reati di mafia, citato nella recente storica sentenza del Tribunale di Palermo». «È per noi contraddittorio ed incomprensibile – scrivono – che questo avvenga, confondendo le idee anche ai giovani, che da una parte sentono invocare il rispetto del principio di separazione dei poteri e dall’altra si prospetta la necessità di debellare le mafie». «È dunque possibile che la più elevata carica della Stato ritenga opportuno intrattenersi con Berlusconi indicandoci che l’essere a capo di un partito politico, pur non essendo eleggibili, dà diritto ad ogni rispetto e considerazione?», si chiedono. All’interno della lettera, si chiedono invece «spiegazioni convincenti» al ministro Salvini sui «nuovi leghisti del Meridione» anche perché «occorre che spieghi ai suoi elettori, ma anche a quanti non l’hanno eletti i motivi di tali scelte a livello locale». Deve inoltre, proseguono, «spiegare anche perché nulla o poco dice sui soldi spariti della Lega». «Non ci servono i proclami sulla lotta alle mafie, occorrono i fatti – aggiungono – con le modifiche normative necessarie ed improcrastinabili così come rimarcato dal procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri». Infine, rivolgono al «governo del cambiamento un appello affinché si traduca in fatti la volontà di contenere e debellare le mafie».







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