Regione, stop al vitalizio di La Rupa

Il Consiglio blocca l’assegno in seguito alla condanna definitiva dell’ex sindaco di Amantea. Che nel 2005 sarebbe stato eletto a Palazzo Campanella grazie ai voti della ‘ndrangheta. Nei mesi scorsi ha subito il sequestro del patrimonio e la sospensione da Calabria Verde

COSENZA È stato condannato in via definitiva a tre anni di reclusione, è stato sospeso dal lavoro, ha subìto il sequestro del suo patrimonio. I guai di Franco La Rupa, però, non sono finiti. Il consiglio regionale ha infatti congelato il vitalizio che l’ex ras del Tirreno cosentino percepiva dal 2013, in virtù del suo mandato a Palazzo Campanella dal 2005 al 2010.

LA CONDANNA E LA SOSPENSIONE La sospensione dello speciale trattamento pensionistico riservato agli ex consiglieri regionali (ma solo a quelli che hanno svolto il mandato fino al 2014, gli attuali non lo percepiranno) è stata disposta con una determinazione firmata dal dirigente del settore Risorse umane, Maurizio Praticò, che ha sostanzialmente preso atto della condanna definitiva di La Rupa, avvenuta lo scorso aprile. All’ex sindaco di Amantea sono stati inflitti tre anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici nell’ambito del processo “Omnia”, nato dall’inchiesta contro il clan Forastefano di Cassano allo Jonio. Secondo la Dda di Catanzaro, La Rupa aveva pagato la cosca in cambio di voti proprio in occasione del voto regionale del 2005, in seguito al quale sarebbe stato eletto nell’assemblea calabrese.
La sospensione del vitalizio durerà cinque anni, precisamente dall’11 aprile (giorno della condanna) al 10 aprile del 2023. Contestualmente, il Consiglio procederà al recupero di circa 14mila euro, ovvero le somme che La Rupa ha comunque percepito da aprile a ottobre.

IL SEQUESTRO Lo stop alla “pensione” è un’altra brutta notizia per La Rupa, a cui il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda, pochi mesi fa ha sequestrato un patrimonio superiore ai 9 milioni di euro. I sigilli al suo “tesoro” personale sono poi stati seguiti dalla sospensione dal servizio – oltre che dallo stipendio e dalle indennità – a Calabria Verde, l’Azienda per la forestazione calabrese di cui è dipendente. La decisione era stata assunta dal commissario Aloisio Mariggiò. La Rupa – ha scritto l’Ufficio provvedimenti disciplinari – «non può prestare servizio» alle dipendenze di Calabria Verde in quanto «attinto dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici». L’ex consigliere regionale, tuttavia, non aveva «adempiuto alla necessaria trasmissione dei provvedimenti giudiziari a suo carico all’Azienda per cui presta servizio a tempo indeterminato nei tempi dovuti». Una “dimenticanza” che ha permesso a La Rupa di restare al proprio posto per altri 8 mesi.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto