Omicidio Morello, la Cassazione conferma 20 anni per Amato

L’aggressione ai danni di catanzarese di 33 anni era avvenuta nel 2014. Lo sparo dopo una brutta lite. La vittima fece il nome del killer prima di morire

ROMA Condanna definitiva a 20 anni di carcere per Marcello Amato per l’omicidio di Alessandro Morello, 41 anni, avvenuto il 6 novembre 2014 a Catanzaro. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che giudicato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Amato e ha confermato la sentenza d’appello. 
Secondo quanto emerso dalle indagini, Morello, 33 anni, si trovava nel quartiere Santa Maria a bordo della sua auto quando Amato lo ha fermato. I due hanno iniziato una discussione sempre più animata che si è conclusa con Amato che ha estratto una pistola e ha colpito la vittima, fuggendo e lasciando il 33 agonizzante per strada. Morelli è morto poco dopo in ospedale ma, nonostante le ferite gravissime, ha fatto in tempo a rivelare il nome dell’aggressore. I carabinieri hanno e prelevato Amato il quale ha confessato l’omicidio affermando di avere sparato perché temeva che, a sua volta Amato fosse armato e stesse per agire contro di lui.
In primo grado il killer è stato condannato a 30 anni. In appello ne sono stati scontati 10 perché sono venuti meno i futili motivi. La condanna a 20 anni è stata confermata dalla Suprema Corte.
La famiglia della vittima, costituita parte civile, era rappresentata dagli avvocati Piero Chiodo, Lucio Sigillò, Maurizio Costanzo, Sergio Lucisano, Francesco Severino, Benito Apollo, Antonio Viscomi, Domenico Viscomi e Mary Aiello.

ale. tru.







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