Far west a Crotone, il commando stava cercando di scoprire il testimone

Alcuni degli arrestati nell’operazione “Ora di punta” stavano chiedendo informazioni su chi ha assistito alla sparatoria avvenuta in pieno giorno lo scorso 9 gennaio. Avrebbero agito per vendicarsi di un’aggressione. Scoperta un’organizzazione dedita allo spaccio in città – VIDEO

CROTONE Stavano chiedendo informazioni sul testimone, per questo la Procura della Repubblica e la Questura di Crotone hanno deciso di anticipare i tempi dell’attività investigativa che, all’alba di questa mattina, ha fatto scattare le manette per dieci persone (qui la notizia). Lo ha detto il procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia, durante la conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’operazione “Ora di punta”. I dialoghi captati con le intercettazioni ambientali hanno messo in apprensione gli investigatori, che temevano che le persone coinvolte, a vario titolo, nella sparatoria avvenuta lo scorso 9 gennaio in pieno giorno, all’ora di punta, nel quartiere Fondo Gesù avessero in mente il progetto di effettuare rappresaglie nei confronti di un testimone. Il cerchio investigativo si è chiuso in tempi brevissimi non lasciando aperti spiragli. In manette sono finiti in dieci, tutti, secondo gli inquirenti, dediti allo spaccio di stupefacenti per la medesima organizzazione: Gianluca Laforgia, Massimiliano Laforgia, Ferdinando Laforgia, Umberto Vona, Francesco Gallo, Salvatore Santoro, Luigi Mendicino, Nicola De Giovanni, Bruno Todarello ed Emilio Galea.
Le indagini coordinate dal pm Alfredo Manca, che proprio oggi lascia Crotone per andare a Locri, sono state condotte dalla Squadra mobile diretta da Nicola Lerario, con l’ausilio del commissario Sergio Giacoia dell’Anticrimine di Cosenza. Soddisfazione è stata espressa dal questore di Crotone, Massimo Gambino, per il risultato conseguito in tempi molto brevi. L’indagine è partita dopo la sparatoria avvenuta davanti all’autostazione di Crotone, che ha messo a rischio la vita dei numerosi studenti che, a quell’ora, facevano ritorno a casa. È emerso che un commando composto da tre persone (i Laforgia) sarebbe arrivato a bordo di un’autovettura e avrebbe iniziato a fare fuoco, con un fucile caricato a pallettoni, contro un’auto parcheggiata di fronte un fruttivendolo in via Di Vittorio. Le squadre delle Volanti sono arrivate subito sul posto e hanno rinvenuto sull’asfalto numerosi bossoli di pistola calibro 9×21 e bossoli di fucile calibro 12. Secondo la ricostruzione degli investigatori i Laforgia sono arrivati in via Di Vittorio con il proposito di vendicarsi di una aggressione fisica subita da uno di loro, presumibilmente Ferdinando, ad opera di Mario Cimino, arrestato lo scorso 23 gennaio nella prima fase dell’operazione. Si è trattato di una reazione a caldo, perché l’aggressione era avvenuta poco prima. Cimino si è difeso replicando con una pistola. Gli investigatori, nei giorni successivi, hanno intrapreso l’attività di controllo nei confronti dei Laforgia facendo anche uso di strumenti sofisticati. Alla fine è venuta fuori l’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti, che è stata smantellata.
«Siamo molto soddisfatti – ha detto il procuratore Capoccia – della risposta efficacissima e rapida data alla città su un episodio che aveva turbato la comunità. Non esistono casi impossibili, ma difficili – ha aggiunto – e la sinergia tra le forze dell’ordine porta a risultati. A Crotone se c’è un colpo criminale la nostra reazione è immediata ed efficace, con la professionalità di Squadra mobile e Procura che hanno lavorato con acutezza e competenza con tecniche indagine raffinata».

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it







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