Daspo annullati per due tifosi del Catanzaro

Il Tar di Catania ha accolto il ricorso degli ultrà colpiti dal Divieto di accedere alle manifestazioni sportive per un anno. La vicenda risale a novembre 2018

CATANIA Il Tar di Catania ha accolto i primi ricorsi impugnati da due tifosi del Catanzaro colpiti da Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) per un anno in seguito a disordini nati in occasione della partita Catania-Catanzaro dell’11 novembre 2018, valevole per il campionato di serie C.
I primi due ricorsi sono stati discussi il 17 gennaio scorso. Per due tifosi – difesi dall’avvocato Alfredo Gualtieri – il cui nome è stato omissato perché interessati da indagini penali, è stato annullato il provvedimento di Daspo emanato dal Questore di Catania.

LA VICENDA A novembre 2018 37 tifosi del Catanzaro si stavano recando alla partita. Erano stati fatti salire a bordo di un autobus Atm per essere accompagnati allo stadio, scortati da alcune volanti della Polizia per esigenze di ordine pubblico. Durante il tragitto, avendo appreso che il Catanzaro era passato in vantaggio, avevano esultato e un vetro divisorio al centro dell’autobus era andato in frantumi. Uno dei tifosi afferma che l’incidente sia avvenuto inavvertitamente. Ma il conducente ha dato un’altra versione della storia, affermando che i 37 tifosi erano stati protagonisti di condotte violente e minacciose per tutto il tempo del percorso fino allo stadio Massimino, avevano scandito cori contro la città di Catania, ballando e colpendo i vetri del mezzo sul quale viaggiavano. Inoltre uno di loro avrebbe costretto il conducente ad aprire la portiera per inveire contro la città e alcune passanti.
Il risultato sono stati 37 Daspo nei confronti di altrettanti tifosi.

«ACCERTARE I FATTI» Secondo il Tar il Divieto di accedere alle manifestazioni sportive è un «provvedimento amministrativo direttamente incidente sulla libertà personale del destinatario». Di conseguenza, se da un lato l’Amministrazione è «titolare di una ampio potere discrezionale nella valutazione dei presupposti di pericolosità che giustifichino l’adozione della misura», dall’altro lato «non può prescindere dall’accertamento di fatti che siano strettamente riconducibili alla persona» colpita da Daspo «non potendo ascrivere responsabilità presunte sulla base di elementi privi di riscontri certi e obbiettivi». Bisogna dunque accertare la responsabilità dei singoli interessati. Nel caso dei tifosi del Catanzaro il Tar ritiene che l’accertamento dei fatti non soddisfi i requisiti per riscontri certi e obbiettivi, dato che questi si basano principalmente sulle dichiarazioni del conducente, il quale, dovendo guidare non poteva identificare i singoli protagonisti dell’accaduto, a parte il tifoso catanzarese che lo ha costretto ad aprire la portiera.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it







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