Omicidio ad Isola Capo Rizzuto, sospetti sul nipote 16enne di Caterisano

Il ragazzo si trova in caserma e i carabinieri lo stanno interrogando. Alla base dell’omicidio ci sarebbero dissidi familiari

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La vittima, Giuseppe Caterisano 67 anni

ISOLA CAPO RIZZUTO Potrebbe arrivare una svolta nell’omicidio di Giuseppe Catarisano, l’imprenditore di 67 anni freddato ieri a Isola Capo Rizzuto. I carabinieri hanno portato in caserma il nipote della vittima, figlio del fratello, un minore di 16 anni. Nelle ore successive al delitto si era subito accreditata la pista dei dissidi familiari. Al momento è ascoltato dagli uomini dell’Arma che attendono le determinazioni della Procura dei Minori per decidere se procedere al fermo del ragazzo per l’ipotesi di omicidio.

IL DELITTO A ISOLA A poche ore dal delitto avvenuto nel centro di Crotone (qui la notizia) un nuovo fatto di sangue – ma i due episodi non sono evidentemente collegati – scuote la provincia pitagorica. Un uomo è stato infatti ucciso a colpi d’arma da fuoco davanti alla sua abitazione a Isola Capo Rizzuto, in contrada Capo Bianco. La vittima è l’imprenditore 67enne Giuseppe Caterisano e, stando alle prime indiscrezioni, qualcuno avrebbe bussato alla porta della sua casa e lo avrebbe freddato appena l’uomo ha aperto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale della squadra mobile di Crotone. La vittima, era gravata da alcuni precedenti per reati comuni, ed è stata trovata riversa a terra davanti alla propria abitazione. Sul posto è intervenuta, nell’immediatezza una pattuglia della locale, seguiti poi dagli uomini del Norm della Compagnia di Crotone e del Nucleo Investigativo, che hanno eseguito i rilievi del caso. Oltre ai militari dell’arma dei carabinieri, sono poi intervenuti il magistrato di turno Andrea Corvino, che ha assistito all’ispezione cadaverica eseguita dal medico legale.
«In questo momento – ha dichiarato il tenente colonnello Alessandro Colella, comandante provinciale dei carabinieri di Crotone – non facciamo ipotesi precise, ma scandagliamo a 360 gradi attorno alla vita della vittima, che aveva dei precedenti risalenti nel tempo».







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