Catanzaro, esercito schierato per la sorveglianza della Corte d’Appello

Il nuovo programma di vigilanza è stato avviato oggi. I militari presidieranno l’edificio che ospita anche la Dda di Gratteri. Lo scorso 28 novembre si era tenuto un vertice per discutere della sicurezza del procuratore capo

CATANZARO I militari dell’esercito mercoledì mattina si sono disposto lungo il perimetro della palazzo della Corte d’appello. E così sarà da ora in poi. La vigilanza dell’edificio che ospita le aule per le udienze di secondo grado, gli uffici dei giudici d’appello, della Procura generale e, non ultima, della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, spetterà anche all’esercito essendo il palazzo un presidio sensibile da tutelare per eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, che a queste latitudini è anche criminalità organizzata. Non a caso lo scorso 28 novembre si è tenuto un incontro interforze per discutere della sicurezza del capo della Direzione distrettuale antimafia, Nicola Gratteri che da 30 anni combatte le famiglie di ‘ndrangheta e da 30 anni è bersaglio sensibile, ancora di più da quando, da maggio 2016, è alla guida della Procura di Catanzaro.
I vertici delle forze dell’ordine, nell’incontro di novembre, hanno stilato un serie misure di sicurezza da adottare da parte del Comune di Catanzaro. Un sistema di videosorveglianza sempre efficiente, tombini sigillati, paletti per evitare il parcheggio lungo i muri perimetrali dell’edificio, tombini bonificati e sigillati, siepi potate. Tutti interventi che il Comune sta mettendo in atto. Il Palazzo da mercoledì è presidiato anche dall’esercito. Rientra nel programma “Strade sicure” che impegna le Forze armate a tutelare i luoghi ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio. A Catanzaro il programma doveva partire già qualche tempo fa. Sono dovuti intervenire i vertici romani dei servizi di sicurezza per segnalare la necessità di interventi e e la priorità della sicurezza per Gratteri e i suoi magistrati.







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