Nuovo pentito a Cosenza: Novello inizia a collaborare con la giustizia

Nel corso dell’ultima udienza del processo “Mater” il pm Cozzolino ha chiesto di interrogare il membro della cosca “Rango-Zingari”

di Michele Presta
COSENZA C’è una nuova carta nel mazzo dei collaboratori di giustizia cosentini. Alberto Novello è l’ultimo in ordine cronologico di una schiera che annovera pezzi da 90 della mala bruzia, come Ernesto Foggetti o Daniele Lamanna, ed altri “pentiti ” della nuova generazione come Francesco Noblea e Luciano Impieri. Nel corso del dibattimento in rito ordinario del procedimento “Mater” in corso nel tribunale di Cosenza, il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino ha, infatti, chiesto che nella prossima udienza – calendarizzata per il 31 maggio – Novello venga ascoltato. Non un testimone “de relato” ma sicuramente una tra le persone più informate sui fatti, tenuto conto che per lo stesso procedimento risultò prima indagato e poi imputato.
Alberto Novello classe 1992, nelle dichiarazioni rese davanti ai magistrati dell’antimafia di Catanzato da Ernesto Foggetti, venne indicato come un presunto appartenente alla cosca “Rango-Zingari” particolarmente attivo nella città di Marano Marchesato, dove risiedeva. Insieme a Domenico Mignolo e ad Alberto Ruffolo nel 2014 venne arrestato con l’accusa di avere incendiato le automobili del sindaco e del vice sindaco di Marano Marchesato, Eduardo Vivacqua e Pino Belmonte, e di avere inviato una lettera di minacce con un proiettile sia ai due amministratori che all’assessore Domenico Carbone.

ARMI E DROGA Novello sarebbe stato attivo nello spaccio di sostanze stupefacenti ma il suo nome ritornò prepotentemente agli onori della cronaca quando venne tratto in arresto dagli agenti della polizia di stato che lo trovarono in possesso di un vero e proprio arsenale di armi e munizioni oltre che di divise delle forze dell’ordine contraffatte. Nel corso delle perquisizioni, infatti, venne rinvenuto del materiale occultato a bordo di due auto di proprietà di Novello ed una Fiat Stilo. A bordo erano nascosti: un fucile mitragliatore marca, tipo “AK 47” (Kalashnikov) dotato oltre che di un caricatore a “banana” da 30 colpi, di un caricatore a tamburo da 75 colpi tipo “drum”; 1 revolver cal. 32; 1 pistola semiautomatica a salve; 1 pistola semiautomatica PS97 Arrow cal. 9 parabellum clandestina, completa di caricatore munito di 11 proiettili. Poi diversi proiettili, insomma, un vero arsenale di armi e di munizioni alle quali venivano accompagnati anche diversi grammi di cocaina. Potrebbe iniziare da questo episodio e risalire la tela del ragno della criminalità cosentina fornendo a magistrati ed inquirenti nuove imbeccate per indagini sul sottobosco criminale che opera nella città di Cosenza (m.presta@corrierecal.it)







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