«Scandale dice “no” alla discarica»

Appello alla mobilitazione del sindaco Barberio contro la decisione della Regione di realizzare un sito di raccolta di 450mila metri cubi di rifiuti in località Santa Marina: «Pronti alla battaglia»

di Gaetano Megna
SCANDALE La battaglia contro la realizzazione della discarica di Santa Marina di Scandale continua. A scriverlo è il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, che invita «ad una corale e civile mobilitazione» contro il progetto approvato dalla Regione Calabria. «Occorre agire e far sentire, vigorosamente, il nostro unanime “No” alla discarica – si legge nella nota – prima che sia troppo tardi». La battaglia contro il progetto di realizzare la discarica di 450.000 metri cubi per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, riparte con «la convocazione di un consiglio comunale straordinario» ed aperto a tutti coloro che intendono condividere il proposito del Comune di Scandale di impedire la realizzazione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti. Nel passato «diverse sono state le azioni messe in campo, ma nonostante le rassicurazioni avute dall’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, in merito all’impegno di far riesaminare l’atto per vizi di legittimità», che avrebbero potuto «inficiare il provvedimento sin qui portato avanti», lo scorso 3 maggio «con il DDG n. 5474, è stata modificata l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla Ecolsystema srl». Se, invece, così come era stato promesso dalla parte politica, prima dell’approvazione, si consentiva all’Ufficio legale della Regione di valutare gli atti e le controdeduzioni del Comune di Scandale e di quanti si oppongono alla realizzazione del progetto, probabilmente la decisone autorizzativa non sarebbe stata nemmeno presa.
L’autorizzazione della Regione, secondo il sindaco di Scandale, «non chiude la partita e non è ancora vinta la battaglia finale». Ecco perché viene rivolto «un accorato appello alla società civile, al mondo imprenditoriale, a quello dell’associazionismo e della scuola, alla Chiesa, alla politica affinché il territorio crotonese non venga ulteriormente massacrato da uno sfruttamento selvaggio, che lascia solo morte tra la popolazione».
Riparte, quindi, la protesta che nel 2010 aveva visto scendere in campo il Comune di Scandale, molti cittadini e associazioni. Quella protesta e le iniziative legali messi in atto riuscirono a far annullare il procedimento, già approvato dalla Regione Calabria, di realizzare, sempre nell’area di Santa Marina, una discarica per lo smaltimento di amianto. L’amministrazione comunale oggi contesta che l’autorizzazione data il 3 maggio scorso riprende un progetto che era stato annullato dall’intervento del Presidente della Repubblica. Un atto annullato che, a parere dell’amministrazione, non poteva essere rivitalizzato ripescandolo e cambiando il codice Cer: da rifiuti speciali pericolosi a rifiuti speciali non pericolosi. «Ci opporremo con ogni mezzo consentito dalla legge – tuona Barberio – per evitare che si realizzi la discarica e che i cittadini vengano nuovamente umiliati e mortificati». (redazione@corrierecal.it)







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