Faceva l’usuraio a Cosenza senza il permesso del clan, arrestati killer e mandante

Giuseppe Ruffolo è stato ucciso nel novembre del 2011 in via degli Stadi. Determinanti nelle indagini le dichiarazioni di alcuni pentiti. In manette Porcaro e D’Elia. Le dinamiche nella cosca Lanzino-Patitucci alla base del delitto

COSENZA Individuati i due presunti killer del delitto di Giuseppe Ruffolo. L’uomo, pregiudicato 33enne, è caduto vittima di un agguato con modalità mafiose avvenuto nel novembre del 2011. A portare all’identificazione dei due presunti autori dell’assassinio, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno permesso di ricostruire le dinamiche dell’agguato maturato all’interno del clan Lanzino-Patitucci. Il gip distrettuale di Catanzaro ha emesso la misura della custodia cautelare in carcere per Roberto Porcaro, 35 anni, di Cosenza, e Massimiliano D’Elia, 33 anni, di Carolei, entrambi con numerosi precedenti di polizia. I due sono ritenuti responsabili di omicidio, aggravato dal metodo e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa, e di porto illegale di armi.  D’Elia sarebbe l’autore materiale del delitto, Porcaro – uno dei massimi esponenti del clan – il mandante.
Le indagini hanno documentato come l’omicidio fosse scaturito dall’attività usuraria avviata da Ruffolo senza il preventivo assenso del clan Lanzino-Patitucci. L’uomo avrebbe omesso di far confluire parte dei proventi illeciti nella bacinella dell’organizzazione criminale.
L’operazione della polizia di Stato, al termine delle indagini condotte dalle squadre mobili di Cosenza e Catanzaro e dal personale del Servizio centrale operativo e coordinate dalla Distrettuale di Catanzaro ha portato all’esecuzione dell’arresto dei due presunti killer. Su di loro pende anche l’accusa di essere ritenuti i responsabili materiali dell’omicidio, aggravato dal metodo mafioso e dall’aver agevolato il clan mafioso, oltre che di porto illegale di armi.
L’agguato venne compiuto in via degli Stadi a Cosenza quando uno scooter di grossa cilindrata si affiancò l’auto, un’Alfa Romeo Giulietta, a bordo della quale viaggiava Ruffolo e le due persone in sella alla moto esposero alcuni colpi all’indirizzo del 33enne che perse la vita prima di raggiungere l’ospedale di Cosenza dove era diretto.
I dettagli dell’operazione verranno forniti nel corso di una conferenza stampa indetta per le 11 alla Questura di Cosenza, alla presenza del questore degli investigatori coinvolti in questa indagine.







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