Confermato lo scioglimento di Scilla. Ciccone: «Amareggiato»

A dare la notizia l’ex sindaco. Che rivendica quanto fatto dalla sua amministrazione e attacca i commissari

SCILLA «Desidero comunicare al Paese che purtroppo il Tar Roma ha respinto il ricorso proposto dalla mia amministrazione avverso il provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Scilla». A denunciarlo è l’ex sindaco Pasqualino Ciccone, che pur premettendo che «le sentenze vanno rispettate» sottolinea «lo sconcerto per le motivazioni addotte nella sentenza». Per l’ex primo cittadino «sebbene il Tar sostanzialmente concordi con il Tribunale di Reggio Calabria nel ritenere che il sottoscritto non sia coinvolto con ambienti malavitosi», a condannare l’amministrazione sarebbero state «aver affidato lavori di poche migliaia di euro a ditte che al momento dell’affidamento erano in regola, non aver demolito le case abusive dei nostri concittadini, aver rinnovato 18 concessioni demaniali, peraltro già esistenti, ad aziende del paese ritenute dalla commissione vicini alle consorterie mafiose ed aver fatto pagare i tributi alla gente, riducendo il debito dei contribuenti. Per lo Stato – sottolinea Ciccone – ciò significa condizionamento mafioso».E aggiunge «al di là del fatto che respingo e respingerò sempre la fondatezza di tutto ciò, ma mi chiedo: in questo anno qual è stato il comportamento dei Commissari prefettizi? hanno fatto pagare le tasse? Hanno demolito le case abusive? Hanno revocato le concessioni demaniali o ne hanno assegnato altre incentivando i collegamenti con la malavita? Rimane l’amarezza per avere amministrato con impegno ed essere stati sconfitti da una legge iniqua, sganciata dalla realtà e che affida alla discrezionalità ampia di chi ha il potere il destino di una comunità».







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