L’udienza slitta e Scarpulla “occupa” la Stazione dei carabinieri

Clamorosa protesta della madre di Matteo Vinci, ucciso da un’autobomba a Limbadi, dopo il rinvio causato da un difetto di notifica

VIBO VALENTIA A causa di un difetto di notifica a una delle persone imputate l’udienza preliminare slitta al 21 giugno. E Sara Scarpulla, madre di Matteo Vinci, ucciso da un’autobomba a Limbadi, nel Vibonese, il 9 aprile del 2018, decide mettere in atto una protesta occupando simbolicamente la locale Stazione dei carabinieri.
Il gup distrettuale deve pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Dda di Catanzaro per Rosaria Mancuso, il marito Domenico Di Grillo, le due figlie Rosina e Lucia Di Grillo e il marito di quest’ultima, Vito Barbara. A vario titolo sono accusati dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Matteo Vinci, del tentato omicidio del padre Francesco e di detenzione di armi.





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