Discarica di Scala Coeli, Legambiente: «No all’ampliamento»

L’associazione esprime perplessità sull’ultima seduta della conferenza dei servizi e mette alle strette il commissario Bruno: «Vuole realizzare lavori abusivi?»

CATANZARO «Lo scorso 10 giugno, nella sede della Regione, si è tenuta l’ennesima seduta della conferenza dei servizi sulla Valutazione di impatto ambientale ed autorizzazione integrata ambientale per il progetto di ampliamento della discarica di rifiuti speciali di località “Case Pipino” del comune di Scala Coeli in provincia di Cosenza. Legambiente era presente in veste di uditore ed esprime molte perplessità sulla conduzione dei lavori della conferenza da parte del nuovo commissario ad acta Giuseppe Bruno, nominato in sostituzione del precedente dimissionario da parte del prefetto di Cosenza». Lo affermano in una nota congiunta i presidenti di Legambiente e Legambiente Calabria, Stefano Ciafani e Francesco Falcone.
«Non comprendiamo come si possa sostenere, a dire del commissario Bruno, la sdemanializzazione delle aste demaniali dopo aver eseguito dei lavori sulla stessa quando ad oggi il soggetto proponente, Bieco srl, non ha la piena disponibilità dell’area. Il commissario vorrebbe fare realizzare lavori abusivi su aree demaniali? Vuole rendersi reo di abuso d’ufficio procedendo in contrasto a quanto più volte ribadito da parte dell’Agenzia del demanio, Direzione regionale Calabria servizi territoriali provincia di Cosenza, che ha ulteriormente chiarito che le richieste di sdemanializzazione delle aste demaniali interessate dai lavori di ampliamento della discarica sono rigettate ed archiviate in quanto le aste non hanno perso la funzione idraulica. Inoltre, anche come da noi richiesto, con riferimento alla discarica esistente, si ribadisce l’utilizzo sine titulo di aree demaniali e che la stessa costituisce ipotesi di occupazione abusiva. Il che dovrebbe aver posto il dipartimento Ambiente della Regione Calabria nelle condizioni di revocare l’autorizzazione, atteso che si è in violazione delle prescrizioni Aia, e, pertanto, chiediamo il ripristino della legalità e dello stato dei luoghi. Confidiamo che l’affermazione del commissario in conferenza sia frutto di una veloce lettura degli atti della stessa e che lo stesso li riconsideri e li valuti più compiutamente e se ne ha modo e voglia, anche di voler prendere nella dovuta considerazione, le osservazioni poste da Legambiente e da varie interrogazioni parlamentari».
«Noi – conclude la nota – vigileremo e staremo come sempre sul pezzo, pronti a difendere gli interessi del territorio e dell’affermazione della legalità».







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